Il Cristo Velato: quando il talento suscita dubbi

UNO SCRIGNO DI MISTERI

Situato nel cuore del centro storico, ilMuseo Cappella Sanseverodella città diNapolirappresenta uno dei luoghi più affascinanti della capitale campana. Pur non essendo facilmente individuabile, in quanto celato tra i vicoli, questa chiesa, attualmente sconsacrata, custodisce una ricca collezione di preziosi tesori,avvolti in un’aura di leggenda.

All’ingresso del Museo, l’attenzione dei visitatori viene immediatamente catturata dall’opera che giace nel centro della navata: il celebreCristo velato. Si tratta di un blocco scolpito in pregiato marmo, elogiato da molti come“una scultura ancora più affascinante dei capolavori di Michelangelo”.

Permettetemi di illustrarvi in modo conciso i particolari che rendono questa scultura così unica.

I PARTICOLARI DEL CRISTO VELATO

Napoli, Cappella Sansevero Dettaglio del Volto del Cristo Velato, Giuseppe Sanmartino, 1753 (Credito: David Sivyer / Flickr, CC BY-SA 2.0) © David Sivyer / Flickr

Realizzata nel1753dal giovane scultore napoletanoGiuseppe Sanmartino, ad un occhio esperto questa statua non è la più complicata tra quelle racchiuse nella cappella, ma ciò che più di ogni altra cosa la distingue, rendendola addirittura oggetto diincredulità, è ilvelo di pietrache aderisce al corpo di Cristo, cosìsottileda renderne visibili i più piccoli particolari:

  • ilviso rilassato
  • leginocchia piegate dal dolore
  • imuscolinon completamente distesi ma ancoracontratti
  • lavenasulla tempia che sembra ancorapulsare
Con il sudario che ricopre il corpo l’artistanon celale ferite e il dolore ma, anzi, lenfatizzacon una rappresentazione dettagliata del corpoaffaticatoe dei segni fisici visibili sul viso., caricando l’opera didrammaticità.

LE LEGGENDE

Latrasparenzadel sudario, unita alla fama dialchimistaeinventoredel committente,Raimondo di Sangrio, ha alimentato nel corso dei secoli la credenza che quel velo non fosse realmente scolpito nella pietra ma fosse stato il risultato di unprocesso alchemicodimarmorizzazione.

Sebbene le documentazioni e le analisi sull’opera non suscitino dubbi sul fatto che provenga dallo stesso blocco di marmo, questaleggenda  continua ad esistere. La quasi trasparenza del sudario ancora oggi stimola lafantasiae suscita lameravigliadei visitatori, contribuendo adaumentare la famadi questo capolavoro,

PERSINO IL CANOVA… Tra gli estimatori dell’opera vale la pena ricordare il celebre Antonio Canova il quale dichiarò che avrebbe dato dieci anni di vita pur di essere lo scultore del Cristo Velato.

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