Il Black and White Ball di Truman Capote

La sera del 28 novembre 1966, nella Grand Ballroom del Plaza Hotel a New York, Truman Capote scrisse una pagina indimenticabile nella storia del Novecento: tenne lo sfarzoso Black and White Ball, uno degli eventi mondani più importanti del secolo scorso.

Un ballo indimenticabile

In Internet non è difficile trovare fotografie della serata che permettono di immergerci nell’atmosfera dell’esclusiva festa e comprenderne l’importanza: nella sontuosa sala da ballo del celebre albergo della Grande Mela sono riuniti moltissimi personaggi di spicco dell’epoca.

Da Giovanni e Mirella Agnelli fino a Mia Farrow e Franck Sinatra, dal maraja di Jaipur ai duchi di Windsor, Truman Capote invitò circa 500 personalità di rilievo della società di allora.

Il dress code era rigorosamente legato ai colori bianco e nero, e le signore erano invitate a presentarsi con una maschera. Truman Capote organizzò l’evento fin nei minimi dettagli e la storia gli diede onore: il ballo diventò una leggenda.

Quella notte ha lasciato un segno indelebile, un segno ancora oggi tangibile: ogni anno, nella serata del 28 novembre, il ballo viene rievocato con le stesse modalità di allora, anche se – a onor del vero – fino ad ora nessuna replica è stata all’altezza dell’originale.

Fermiamo per un momento il turbinio di paillettes che le fotografie ci rimandano e guardiamo l’evento con oggettività. La prima domanda che sorge riguarda l’organizzatore: non è piuttosto insolito che uno scrittore si dedichi a un evento simile?

Lo stereotipo ci rimanda immagini di scrittori dal carattere e dallo stile di vita riservato, senza eccessi e, invece, Capote organizza un evento mondano in grande stile, un evento che diventa storia.

Perchè Capote organizzò il Black and White Ball?

Truman Capote, in quegli anni, frequentava la creme della società: i suoi romanzi piacevano molto all’alta società e lo scrittore era spesso invitato a feste esclusive e vacanze nelle residenze dei suoi ricchi lettori.

Tuttavia, per Capote non era abbastanza: di umili origini, era riuscito a diventare uno scrittore di successo, riscattandosi. La pubblicazione del libro “A sangue freddo” aveva confermato il suo talento e lo aveva arricchito moltissimo in termini economici.

Era arrivato il momento di sancire il suo ingresso nell’high society e, per questo motivo, Capote si dedicò con tutte le sue energie a organizzare un evento esclusivo che facesse parlare di lui. Passò mesi a stralciare nomi dalla lista degli invitati, pur di renderlo ancora più “in”.

Dedicato ufficialmente a Katharine Graham, proprietaria del Washington Post e vedova da poco, l’evento riuscì nei suoi intenti: da quella sera Capote fece ufficialmente parte dell’elite societaria con un evento che nessuno ha mai più dimenticato.

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