Tartaruga del Cretaceo sopravvissuta all’estinzione dei dinosauri scoperta in Romania

La tartaruga d’acqua dolce il cui fossile fu rinvenuto già negli anni 90 nel Bacino di Haţeg, in Romania, visse 70 milioni di anni fa e appartiene a una specie che probabilmente sopravvisse alla grande estinzione di massa al termine del Cretaceo che portò alla scomparsa dei dinosauri non-aviani.

I resti includono sezioni quasi complete del carapace (guscio superiore) e del piastrone (guscio inferiore) nonché un osso di un braccio e uno del bacino della tartaruga. Sulla base di questi fossili i ricercatori stimano in 19 centimetri la lunghezza del rettile, battezzato Dortoka vremiri in onore di Mátyás Vremir, esperto di vertebrati del Cretaceo scomparso nel 2020.

Una tartaruga dal collo laterale

D. vremiri è una tartaruga dal collo laterale (come ancora oggi il subordine Pleurodira, 16 specie diffuse fra Sud America, Africa e Australia), ovvero piega la testa nel guscio anziché ritirarla all’indietro. Resti di una specie probabile discendente risalgono a circa 57 milioni di anni fa: questo suggerisce D. vremiri sia sopravvissuta all’evento di estinzione della fine del Cretaceo che spazzò via circa il 75% di tutta la vita sulla Terra.

“È interessante notare come i membri della stessa famiglia di tartarughe non siano sopravvissuti a questo evento di estinzione nell’Europa occidentale” afferma l’autore principale Felix Augustin dell’Università di Tubinga in Germania. L’area geografica e l’habitat d’acqua dolce della nuova specie probabilmente l’hanno aiutata a sopravvivere mentre i suoi simili e la maggior parte delle specie terrestri hanno dovuto affrontare ambienti più ostili.

Secondo i ricercatori il Bacino di Haţeg nel Cretaceo (145-66 milioni di anni fa) era probabilmente un’isola a sé stante successivamente riunitasi con l’Europa Orientale. Forse proprio questo contribuì a proteggere D. vremiri dalle conseguenze del disastro ambientale causato dall’impatto dell’asteroide nello Yucatan, ipotizza Augustin.

Nondimeno, Kallokibotion bajazidi, un’altra tartaruga del tardo Cretaceo che gli esperti ritengono convivesse sulla stessa isola con D. vremiri, si estinse insieme ai dinosauri. “Ciò è compatibile con un modello precedentemente osservato nelle faune nordamericane in cui i vertebrati terrestri furono notevolmente più colpiti dall’estinzione della fine del Cretaceo rispetto alle specie d’acqua dolce” spiega Zoltan Csiki-Sava, paleontologo dell’Università di Bucarest e coautore dello studio.

Tartaruga Elmetto
Come l’odierna Tartaruga Elmetto (Pelomedusa subrufa), anche Dortoka vremiri apparteneva al sottordine Pleurodira, tartarughe che ritraggono il collo lateralmente anziché all’indietro.

Diversi ambienti reagiscono in modo diverso alle crisi

Negli ambienti d’acqua dolce la materia organica in decomposizione alla base della catena alimentare probabilmente continuò ad abbondare e potrebbe anzi persino essere aumentata, durante l’evento di estinzione. Al contrario sulla terraferma la base della catena è costituita dalle piante e metà delle specie vegetali vennero distrutte in modo diretto o indiretto dalle conseguenze dell’impatto asteroidale, dai vasti incendi all’oscuramento dei cieli che impedì il passaggio della luce solare, mettendo in crisi il processo di fotosintesi. Fu probabilmente questa differenza nella disponibilità di cibo a permettere a D. vremiri di sopravvivere a Kallokibotion bajazidi, che invece era una tartaruga di terra (appartenente all’ordine Testudines).

E in effetti risale al 2021 la scoperta in Madagascar di un’altra tartaruga dal collo laterale d’acqua dolce del Cretaceo che si ritiene sopravvissuta all’estinzione di massa. Le prove che gli ecosistemi d’acqua dolce siano più resilienti di quelli terrestri agli eventi di estinzione sono rare, ma proprio risultati come quelli del nuovo studio tendono a indicare come le specie d’acqua dolce potrebbero rivelarsi maggiormente in grado di affrontare le crisi ecologiche, incluso il cambiamento climatico causato dall’attività umana.

Fonte: A new latest Cretaceous pleurodiran turtle (Testudinata: Dortokidae) from the Haţeg Basin (Romania) documents end-Cretaceous faunal provinciality and selective survival during the K-Pg extinction, Journal of Systematic Palaeontology (2022).

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