La Natività di Gesù di Giotto

La Natività di Gesù dipinta da Giotto è senza dubbio una delle opere più note è più belle mai realizzate. L’affresco, databile al 1303-1305, si trova nella Cappella degli Scrovegni a Padova e fa parte della complessa e maestosa opera realizzata dall’artista nella cappella padovana.

Infatti, il capolavoro rientra nelle Storie di Gesù, ovvero degli episodi con lui protagonista che si trovano a destra dell’altare. Scopriamo di più su questa magnifica opera.

Storia dell’opera

A commissionare la decorazione della Cappella degli Scrovegni nel 1303 fu il ricchissimo banchiere Enrico Scrovegni, che fece edificare questa costruzione ad una sola navata in suffragio dell’anima di Reginaldo Scrovegni, suo padre.

A Giotto venne dato il compito di affrescare l’intera superficie muraria. L’artista lavorò nella cappella per 855 giorni tra il 1303 e il 1305 e realizzò più cicli di affreschi, secondo un programma molto complesso e scene disposte su tre registri sovrapposti per seguire una narrazione logica.

Oltre alle scene narranti le Storie di Anna e Gioacchino, ha raffigurato le Storie della Vergine e le Storie di Cristo, in cui rientra appunto il capolavoro la Natività di Gesù.

Descrizione e analisi dell’opera

Nell’affresco della Natività di Gesù, il primo elemento di novità è il paesaggio roccioso che fa da sfondo alla scena che si svolge all’interno di una capanna di legno. Maria è raffigurata in posizione sdraiata e sembra provata dal parto, ma la sua bellezza appare ugualmente delicata, anche mentre si gira dolcemente per deporre il bambino nella culla.

Giotto, Natività di Gesù, 1303-1305 circa, Cappella degli Scrovegni, Padova.

In questa scena è presente un nuovo elemento, ovvero l’inserviente che sta aiutando Maria a mettere Gesù nella mangiatoia e che si trova sull’estrema sinistra della composizione. Giuseppe viene raffigurato in basso all’affresco, quasi per conto suo e appare stanco e assorto. La sua posizione sembra sottolineare il fatto che lui non abbia partecipato all’evento miracoloso del concepimento e della nascita di Gesù.

Altra novità introdotta da Giotto è costituita dai cinque angeli raffigurati in cielo che annunciano festosi il lieto evento. Gli angeli non sono interi e passano dallo stato impalpabile del vapore a quello plastico del corpo progressivamente, entrando nella scena.

Sul lato sinistro dell’affresco si trovano il bue e l’asino, mentre sulla destra si trovano due pastori raffigurati di spalle che vengono avvertiti da un angelo dell’evento miracoloso.

Simbolismo dell’opera

La scena che vede protagonista il raccoglimento tra la Madonna e il Bambino esprime da una parte tenerezza e protezione, mentre dall’altra simboleggia l’offerta del proprio figlio al mondo, come è evidente il gesto della levatrice che tocca il neonato con cura.

La raffigurazione di Giuseppe a una certa distanza da Maria non è casuale, ma sottolinea la sua sottomissione al volere del Padre Divino. Gli angeli simboleggiano leggerezza ed incorporeità, riferimento implicito al fatto che il Bambino Gesù è un essere divino e sovrannaturale.

Anche i colori hanno una simbologia, ad esempio l’azzurro lapislazzulo del manto di Maria simboleggia la Grazia divina, mentre il rosso di cui la veste è composta ricorda il sangue di Gesù che verrà versato per l’umanità. Il giallo degli abiti di Giuseppe annuncia invece che è appena accaduto qualcosa che trasformerà la storia dell’Uomo e il suo destino.

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