A Milano la mostra dedicata al giovane Boccioni

La Galleria Bottegantica di Milano inaugura la stagione espositiva del 2021 con “Il giovane Boccioni”, una mostra interamente dedicata al periodo giovanile del noto artista calabrese, all’interno della quale sarà possibile conoscere una selezione di opere appartenenti alla fase di formazione, tra il 1901 e il 1909. Questo periodo, poco indagato in altre mostre dedicate a Umberto Boccioni, fu molto significativo per il giovane pittore e lo portò ad intraprendere numerosi viaggi e a sperimentare continuamente, per poi diventare nel 1910 uno dei massimi esponenti del Futurismo.

Il giovane Boccioni alla Galleria Bottegantica di Milano

La mostra Il giovane Boccioni, curata da uno dei maggiori studiosi del Boccioni prefuturista, Virginia Baradel, sarà visitabile dal 30 aprile al 30 giugno 2021 presso le sale della Galleria Bottegantica di Milano e l’ingresso sarà totalmente gratuito. All’interno dell’esposizione saranno presenti non solo le opere pittoriche del periodo di apprendistato del giovane artista, ma anche una selezione di disegni su carta.

Parallelamente alla pittura, soprattutto durante gli anni di formazione, Boccioni si dedicò anche alla produzione grafica, vero e proprio laboratorio di analisi sperimentale e stilistica, in cui è possibile scorgere sia l’influenza delle correnti artistiche del Novecento sviluppatesi in Europa sia il forte interesse per la tradizione artistica di stile classico e rinascimentale.

Le tappe del percorso espositivo

Il primo gruppo di opere che saranno visibili alla mostra sul giovane Boccioni risale al periodo in cui l’artista, all’età di circa 20 anni, si trasferisce a Roma, dove comincia a frequentare la Scuola libera del Nudo e dove diventa allievo del pittore divisionista Giacomo Balla. A questo nucleo di opere se ne affianca uno appartenente agli anni immediatamente successivi, un periodo molto più produttivo ed in cui il tratto dell’artista diventa più deciso e sicuro.

La mostra pone la sua attenzione anche sulle opere a tempera di tipo più commerciale, realizzate da Boccioni durante la gioventù per motivi per lo più economici. Altro aspetto su cui si concentra la mostra è la tecnica incisoria, affinata dall’artista durante il periodo trascorso a Venezia grazie al pittore Alessandro Zezzos. Il percorso espositivo si conclude con il periodo in cui Boccioni si trasferisce a Milano, nel settembre del 1907, che coincide con la fine del periodo formativo dell’artista.

Tra le opere più significative dell’ultimo periodo lombardo che saranno presenti alla mostra troviamo La madre malata e Paesaggio lombardo del 1908, Il lutto, appartenente al breve periodo simbolista del 1908-1910, ed infine i bozzetti preparatori per il manifesto dell’Esposizione di pittura e scultura del 1909, che rappresentano una vera e propria sintesi delle varie influenze stilistiche acquisite da Boccioni durante il suo periodo di formazione, dal divisionismo al postimpressionismo, con alcuni rimandi al modernismo.

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