Allegoria sacra di Giovanni Bellini – Parte I

L’Allegoria sacra è uno dei dipinti più enigmatici realizzati da Giovanni Bellini, nonché una delle opere più misteriose di tutto il Rinascimento, data la difficoltà di attribuire un preciso significato al soggetto rappresentato. L’opera è un dipinto ad olio su tavola delle dimensioni di 73×119 cm, databile al 1490-1500 circa e si trova attualmente conservato presso la Galleria degli Uffizi di Firenze.

Un po’ di storia

Sulla commissione e la collocazione originaria dell’opera non esistono notizie documentabili. Nel XVIII secolo il dipinto si trovava conservato presso le Collezioni imperiali di Vienna, ma in seguito, nel 1793, il direttore degli Uffizi Luigi Lanzi lo fece trasferire presso la galleria fiorentina come significativa rappresentazione della scuola veneziana.

L’Allegoria sacra era inizialmente attribuita a Giorgione. Il primo ad attribuire l’opera a Giovanni Bellini, oggi accettata unanimemente, fu lo storico e critico d’arte Giovanni Battista Cavalcaselle nel 1871.

Descrizione e analisi dell’opera

L’Allegoria sacra di Giovanni Bellini rappresenta una scena in prospettiva che si svolge all’interno di una terrazza con un pavimento in marmo policromo. Questa è separata da una balaustra marmorea dalla riva di un lago, dove sullo sfondo si apre un vasto paesaggio caratterizzato da promontori rocciosi e da un piccolo villaggio popolato da uomini e animali. Tra le figure sulla riva si notano un pastore in una grotta con le sue pecore, un eremita che scende le scale ed un centauro.

Giovanni Bellini, Allegoria sacra, 1490-1500 circa, Galleria degli Uffizi, Firenze.

Nella scena in primo piano, sulla sinistra, è raffigurata Maria in trono, seduta al di sotto di un baldacchino con un’asta che sembra una cornucopia, che in questo caso è simbolo della funzione genitrice della Vergine. Il trono si trova in cima a quattro gradini, sul cui lato è raffigurato un bassorilievo con le scene del mito di Marsia, possibile riferimento alla Passione di Cristo.

Ai lati della Vergine Maria si trovano due figure femminili non ancora identificate, che potrebbero rappresentare due sante oppure due Virtù. Al centro della scena, si vedono quattro bambini attorno ad un alberello (interpretato come l’albero della conoscenza) mentre giocano con i suoi frutti.

Dettaglio dell’opera.

A destra della scena, vi sono due figure maschili che si possono facilmente identificare grazie ai loro attributi iconografici: l’uomo trafitto dalle frecce e con le mani legate dietro la schiena è San Sebastiano, mentre l’uomo anziano con le mani giunte potrebbe essere Giobbe.

Al di là della balaustra, si trovano San Giuseppe in adorazione del Bambino Gesù (il fanciullo seduto sul cuscino) e San Paolo di Tarso. Quest’ultimo è riconoscibile dalla spada che impugna tra le mani e che tiene alzata nell’atto di scacciare l’uomo col turbante che si allontana verso sinistra. Quest’uomo è probabilmente il mago ebreo Elimas che, essendosi opposto a san Paolo durante la sua predicazione a Cipro, fu punito con la cecità e costretto a vagare per il resto della sua vita nel buio.

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