Raffaello a Capodimonte: l’officina dell’artista

La mostra Raffaello a Capodimonte: l’officina dell’artista, allestita al Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, è visitabile dal 10 giugno 2021. Curata da Angela Cerasuolo e Andrea Zezza, questa esposizione è una delle tante iniziative organizzate per celebrare i 500 anni dalla morte dell’artista e mira a valorizzare il ricco patrimonio di Raffaello presente nel Museo.

Un percorso di visita inedito

È un percorso nuovo quello che il pubblico può visitare in questa mostra, dopo le novità emerse dalla campagna di indagini diagnostiche che vanno avanti dal 2018. Le indagini sono state avviate dal Museo e Real Bosco di Capodimonte per analizzare i dipinti delle sue collezioni e rientrano nell’ambito di un ampio programma di collaborazione che ha coinvolto vari istituti.

Fra questi anche il LAMS di Parigi e il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania Vanvitelli. I risultati, narrati nei video presenti in sala, saranno oggetto di discussione in un convegno internazionale che si terrà dall’1 al 4 luglio. Le indagini hanno messo in evidenza l’enorme lavoro che sta dietro la creazione di copie, originali, derivazioni, multipli, che rivelano l’approccio dell’artista e dei suoi seguaci nelle varie opere.

Nel Museo napoletano sono custodite importanti opere autografe, fra cui due frammenti della Pala di San Nicola da Tolentino, L’Eterno e la Vergine, il cartone del Mosé e il roveto ardente, il Ritratto di Alessandro Farnese e la prima opera nota che l’artista dipinse a 17 anni, ovvero la Madonna del Divino Amore.

Quest’ultima opera, famosa e molto apprezzata nel Cinquecento, cadde successivamente nel dimenticatoio e solo di recente è stata rivalutata, grazie anche alle indagini scientifiche e al restauro a cui è stata sottoposta. Le opere testimoniano la straordinaria versatilità dell’artista, la sua voglia di sperimentare e la sua folgorante, seppur breve, carriera.

Opere della bottega di Raffaello e copie di altri importanti artisti

Il Museo custodisce anche un altro importante dipinto appartenente all’allievo principale di Raffaello, Giulio Romano. Si tratta della Madonna della gatta, datata all’incirca fra 1518 e 1520, che venne eseguita riproducendo un modello del maestro.

Tramite le indagini diagnostiche è stato possibile appurare che molte copie, multipli e derivazioni sono state probabilmente elaborate nella bottega di Raffaello, come è stato per la Madonna del Velo, e anche per la Madonna del Passeggio.

Altre copie sono state eseguite da artisti di indubbia bravura per importanti committenti, come è accaduto per la celebre copia del Ritratto di Leone X eseguita da Andrea del Sarto.  Oppure, più che copie, potevano essere esercitazioni, come quella realizzata da Daniele da Volterra che ha dipinto il San Giuseppe dalla Madonna del velo.

Tutti questi capolavori consentono di comprendere meglio questo tipo di produzione, che era tipica delle botteghe del Cinque e del Seicento, che sono ad oggi parte del nostro patrimonio artistico, anche se spesso vengono sottovalutate.

La mostra “Raffaello a Capodimonte: l’officina dell’artista” sarà visitabile fino al 13 settembre 2021.

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