Il Red Lion, il primo teatro dell’epoca elisabettiana (e che vide l’esordio di un giovanissimo William Shakespeare)

Gli archeologi dell’Istituto di Archeologia dell’UCL hanno rinvenuto i resti di quello che potrebbe essere il Red Lion, il primo teatro dell’epoca elisabettiana costruito nel 1567 e che vide anche l’esordio di un giovanissimo William Shakespeare nel 1590.

Il Red Lion era un teatro, che era stato costruito appositamente nel cortile della Red Lion, una fattoria che si trovava ad est di Aldgate e vicino a Mile End.

Fu il primo tentativo, perlomeno quello noto, di fornire un teatro, edificato a Londra, per le molte compagnie teatrali, che giravano in tournée, dell’epoca Tudor.

Il Red Lion è stato anche il primo teatro a mettere in scena le opere di un giovanissimo (e ancora sconosciuto) William Shakespeare nel 1590.

Red Lion: chi lo finanziò e le prove della sua esistenza

Il Red Lion venne finanziato da John Brayne, che aveva anche sostenuto economicamente, insieme al cognato James Burbage, la costruzione del teatro di Shoreditch.

Le uniche informazioni contemporanee precedentemente conosciute sul teatro provenivano da due cause legali, contenute nel Records of the Court of King’s Bench del 1567, tra John Brayne e i falegnami (a cui erano stati commissionati i lavori di costruzione), che riguardavano aspetti dell’edificazione del teatro che indicavano come “Il teatro chiamato il leone rosso” e “la fattoria conosciuta e nota con il nome con il nome di Sygne del Redd Lyon.”

La causa descrive, nel dettaglio, le impalcature, o gallerie intorno al palco, suggerendo che erano sostanziali.

La seconda causa invece riguardava la qualità del lavoro e comprendeva, in modo cruciale, una descrizione del palcoscenico e delle sue dimensioni: 40 piedi (12,20 metri) da nord a sud, 30 piedi (9,1 metri) da est a ovest e un’altezza di 5 piedi (1,5 metri) dal suolo.

Se è vero che, da una parte, il Red Lion fu un successo commerciale (è stato il primo teatro dell’epoca elisabettiana), dall’offriva ben poco di nuovo rispetto alla tradizione precedente, ovvero alla recita di pièces teatrali nelle locande.

Il Red Lion e la posizione “sfavorevole” che lo penalizzò

Per cominciare, il Red Lion era situato in un terreno agricolo aperto ed era troppo lontano dal suo pubblico per essere un posto “attraente” da visitare in inverno.

Gli archeologi, che hanno scavato il sito, hanno scoperto una struttura rettangolare in legno, comprendente 144 legni sopravvissuti e che misuravano 12,27 metri da nord a sud e 9,27 metri da est a ovest.

Considerate queste dimensioni, la struttura corrisponde esattamente a quelle dettagliate per la fase menzionata nelle cause legali.

I posti intorno alla struttura in legno sembrano corrispondere ai “ponteggi”, o posti a sedere situati nelle gallerie.

I primi teatri dell’epoca elisabettiana: com’erano?

Durante la prima metà del XVI secolo, c’erano due tipi distinti di teatro in Inghilterra.

Il primo era rappresentato da un piccolo gruppo di attori professionisti, che si esibivano nelle sale, nelle locande o nei mercati.

Il luogo in cui si teneva il dramma teatrale veniva raffigurato dalle parole, e dai gesti, degli attori. Come accadeva nella Commedia dell’Arte Italiana, queste località in genere avevano poco significato.

Il secondo tipo di teatro, che si trovava nella periferia di Londra, era composto da dilettanti, di solito studenti universitari, che si esibivano sia per la corte reale sia per un mix molto colorato di plebei.

Il pubblico e gli attori erano educati, conoscevano i classici e conoscevano anche il teatro in altri Paesi, in particolare quello francese.

Il palcoscenico veniva allestito con edifici fatti di assicelle, ricoperte di tele dipinte, con bordi di nuvole che mascheravano la parte superiore dell’area recitante.

L’importante traguardo del palcoscenico elisabettiano era collegato al teatro degli attori professionisti, non al teatro di corte.

Durante la prima metà del XVI secolo, quando le compagnie teatrali iniziarono a riscuotere molto successo, si iniziò a pensare che non dovevano rimanere itineranti, ma appoggiarsi ad una base stabile.

Il Red Lion, nel 1567, fu il primo teatro elisabettiano ad essere costruito, ma fino al suo rinvenimento da parte degli archeologi, il più conosciuto, nonché quello che detiene ancora il primato di primo teatro pubblico permanente, fu il Teatro, eretto nel 1576 dall’attore James Burbage.

Il boom edilizio continuò fino alla fine del secolo. Il Globe, un altro teatro in cui vennero rappresentate per la prima volta le opere di Shakespeare dopo l’esordio al Red Lion, fu costruito nel 1599 con il legname proveniente dal Teatro demolito.

Tutti i teatri elisabettiani erano rotondi, quadrati oppure ottagonali, con tetti di paglia che coprivano una struttura (in legno) che circondava un cortile aperto.

Gli spettatori, a seconda di quanti soldi avevano, potevano stare nel cortile, che poteva essere più o meno inclinato verso il palco, sedersi sulle panchine che si trovavano nelle gallerie e che circondavano la maggior parte delle pareti, sedersi in uno dei box privati o sedersi su uno sgabello sul palco vero e proprio.

La caratteristica principale di questo teatro, nonché la ragione per cui diventò così importante, era la flessibilità.

In un certo senso era simile ai precedenti tentativi di ricostruire le scenae degli antichi romani, con una facciata e le porte di ingresso.

Il teatro elisabettiano differiva però per il fatto che aveva una piattaforma principale, un palcoscenico interno e un livello del palcoscenico superiore che rendeva possibile il movimento in tutte le direzioni, invece che semplicemente lungo la lunghezza di un palcoscenico stretto.

Di Francesca Orelli

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