Il Gioco della vita

Oggi l’intelligenza artificiale non è più un argomento esclusivo degli esperti del settore. Anche in ambito pubblicitario i riferimenti impliciti e non alla quarta rivoluzione industriale hanno portato alla ribalta un campo di innovazione sulla bocca di tutti.

Nonostante gli assistenti vocali e i robot in grado di reagire con espressioni emotive a specifici contesti siano sicuramente tecnologie recenti, già diverso tempo prima qualcuno era riuscito a ricreare la “vita” artificiale per mezzo di un computer.

Cos’è il Gioco della vita

Parliamo del Gioco della vita, ovvero del più celebre esempio di un modello matematico che può essere definito come automa cellulare.

Il principio sottostante è lo stesso che troviamo alla base dell’ecobiologia, ovvero l’idea che anche attraverso interazioni tra diversi corpi, basate su semplici regole, possa prodursi la vita.

Il gioco fu sviluppato da John Conway, un matematico inglese che negli anni sessanta fu il primo a portare in vita un sistema che John Von Neumann aveva già concettualizzato nel decennio precedente.

Il “mondo” in cui il gioco si svolge è costituito da una griglia che si estende all’infinito con le sue celle quadrate. Ogni cella possiede altre 8 caselle vicino ad essa orizzontalmente, verticalmente e diagonalmente.

Ognuna delle infinite celle può trovarsi nello stato “viva” (attiva) o nello stato “morta” (spenta). Lo stato della griglia viene scandito in maniera netta, ovvero attraverso di intervalli di tempo discreti.

La cella che sopravvive e la cella che muore

Il meccanismo che determina il processo su cui si basa il gioco prevede che lo stato di tutte le caselle venga aggiornato istante per istante in base allo stato delle celle nell’istante precedente. Ogni passaggio da uno stato a quello successivo viene definito una “generazione”.

Bisogna, quindi, tenere in considerazione come le transizioni dipendano esclusivamente dallo stato delle celle vicine in quella specifica generazione:

  • Una cella viva con due o tre celle vive adiacenti sopravvive alla generazione successiva;
  • Una cella viva con meno di due celle vive adiacenti muore (isolamento);
  • Una cella viva con più di tre celle vive adiacenti muore (sovrappopolazione);
  • Una cella morta con esattamente tre celle vive adiacenti diventa una cella viva (riproduzione)

Provare il Gioco della Vita

È possibile rintracciare diversi modelli all’interno del Gioco della Vita. Facciamo riferimento a schemi ripetuti (oscillatori) e statici (still life) che man mano si espandono in tutto l’universo artificiale.

A questo indirizzo, volendo, è possibile creare la propria configurazione, cercando di riprodurre schemi e vedere quanto il vostro piccolo mondo riesce a sopravvivere.

di Daniele Sasso

LEGGI ANCHE:

Il dilemma del prigioniero tra logica e natura umana

Che cos’è l’epigenetica e come funziona

Tardigradi: gli animali che possono sopravvivere all’apocalisse

Usiamo davvero solo il 10% del nostro cervello?

One thought on “Il Gioco della vita

Rispondi