Come ha reagito l’uomo davanti alle pandemie nel corso della storia?-II parte

2.La Morte Nera (o peste nera. Metà del XIV secolo)

Una testimonianza dell’epoca è sufficiente per farci capire come la peste nera, chiamata anche Morte Nera, ebbe un effetto nefasto sui commerci:

I mercanti stranieri venivano violentemente attaccati.”

La Morte Nera si diffuse in Europa, in Medio Oriente e nell’Africa Settentrionale a metà del XIV secolo, spazzando via da un terzo fino a metà della popolazione. Venne causata dallo stesso batterio letale che provocò la peste di Giustiniano.

Riuscì a diffondersi su larga scala grazie alle rotte commerciali, arrivando in Europa, nel 1347, tramite i principali centri commerciali italiani (esempio: Venezia e Genova).

I recenti progressi nella ricerca sul DNA hanno collegato la Morte Nera ad altre branche della peste che circolavano in quel periodo nell’Eurasia.

In seguito molteplici altre ondate di peste attraversarono l’Eurasia tra il 1330 e il 1360.

La comprensione contemporanea della Morte Nera si basava su idee di peccato e di Apocalisse, atti di Dio e allineamenti dei pianeti.

I sacerdoti cattolici, in quel periodo, formarono una sorta di prima linea in Europa, perché erano richiesti ovunque: le persone stavano morendo, quindi dovevano ricevere gli ultimi riti, il che significava che il bilancio tra i sacerdoti era enorme.

Anzi, era probabile che, come avviene oggi per il personale sanitario con il Coronavirus, la Chiesa dovesse anche accelerare le sostituzioni.

Ci sono anche prove scritte che affermano che, durante questo periodo, le persone tentarono di dare un senso alla devastazione, cercando dei capri espiatori.

In Inghilterra ci furono violenti attacchi ai mercanti e ai tessitori fiamminghi, sia durante la peste nera, sia dopo, quando gruppi di contadini assaltarono le città portuali, spinti dalla fame e dalla disperazione.

Le cause di questa rabbia crescente furono la perdita consistente di una parte della popolazione, i conflitti di classe e la paura degli stranieri, che erano visti come diversi.

3.La seconda pandemia di colera (inizi del XIX secolo)

Nel corso del XIX secolo ci furono sei pandemie di colera. La malattia, originaria dell’India, raggiunse l’Europa per la prima volta nel 1831 lungo le rotte commerciali e militari durante la seconda pandemia.

In Gran Bretagna la malattia fu registrata per la prima volta nel Sunderland, da dove poi si diffuse in tutto il Paese, uccidendo 32mila persone tra il 1831 e il 1832.

Il colera rimane, ad oggi, una delle patologie più diffuse e mortali, soprattutto nei luoghi in cui le persone non hanno accesso all’acqua potabile e non dispongono di servizi igienici adeguati.

La mortalità per colera era molto alta: le persone morivano poco dopo essere state infettate. Nella maggior parte delle città furono istituiti ospedali improvvisati, ma ci fu un imprevisto a questo intervento statale: scoppiarono violente rivolte popolari e i medici furono attaccati.

Le persone, al contrario di quello che avviene nel 2020, erano molte sospettose nei confronti dei medici, che dovevano pagare per ricevere cure adeguate. Inoltre temevano anche che, se fossero morte, i loro corpi sarebbero stati presi per essere dissezionati.

Come se già questo non bastasse le storie gotiche e dell’orrore, molto popolari durante l’età vittoriana, avevano contribuito ad accrescere la paura nei confronti dei cadaveri.

Gli inglesi di allora quindi non si fidavano dei medici, non si fidavano del loro governo ed erano anche feriti dalle immagini dei corpi dissezionati che apparivano sui giornali dell’epoca.

Il Frankenstein di Mary Shelley poi era molto popolare, pertanto c’erano molte fantasie gotiche intorno ai cadaveri e ai corpi.

La mancanza di conoscenze sulla malattia potrebbe aver esacerbato un’atmosfera già di per sé molto esplosiva.

Fino alla fine del XIX le persone non riuscirono a capire che il colera si diffondeva attraverso l’acqua piuttosto che tramite l’aria, quindi non era chiaro come lo Stato, e i medici, potesse curarlo.

La gente insomma, oltre ad essere spaventata, voleva anche certezze dalle conoscenze dei più esperti. Certezze che però la medicina moderna di allora, che stava appena iniziando a muovere i suoi primi passi, non aveva.

Di Francesca Orelli

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