Prima della Scala 2019: torna la “Tosca” di Giacomo Puccini

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Il 7 dicembre a Milano, giorno di Sant’Ambrogio, non solo coincide con l’inizio del periodo natalizio per i milanesi, ma anche con la Prima della Scala, che inaugura ufficialmente l’inizio della stagione teatrale al Teatro la Scala di Milano.

Questo teatro, costruito in appena due anni e inaugurato il 3 agosto 1778, non solo è uno dei templi della lirica più famosi in Italia, ma è anche un gioiello architettonico che viene invidiato un po’ da tutto il mondo, quasi come il Colosseo a Roma.

Desiderato e temuto dai cantanti lirici, anche da quelli più famosi, amato e odiato dagli scrittori dei libretti, teatro di sconfitte brucianti e di trionfi travolgenti, in 238 anni di vita il Teatro la Scala ha visto passare centinaia di nomi importanti, da Giacomo Puccini a Maria Callas, senza dimenticare mostri sacri come Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, Gioachino Rossini e Claudio Abbado.

Tante anche le leggende che lo hanno come protagonista: si dice, per esempio, che la sua acustica sia così perfetta da far sentire non solo la bellezza del canto, ma anche tutti gli errori commessi dai cantanti, e che il suo pubblico sia uno dei più esigenti e terribili del mondo.

Due fattori che, qualche anno fa, fecero fare un passo indietro persino a Luciano Pavarotti, che già allora era uno dei tenori più famosi e ricercati in tutto il mondo.

Secondo questo aneddoto che lo riguarda, Pavarotti avrebbe dovuto cantare alla Scala, ma la sera prima di esibirsi, il tenore a sorpresa si ritirò, perché spaventato non solo dall’acustica perfetta del teatro, ma anche dal suo pubblico.

Temeva infatti che, in caso di errore, gli spettatori lo avrebbero fischiato, quindi, per evitare il rischio, decise di cancellare la data che avrebbe dovuto fare a La Scala di Milano.

La Prima della Scala 2019, dopo l’Attila di Giuseppe Verdi, vedrà il ritorno di una delle opere liriche più amate in Italia e nel mondo: la Tosca di Giacomo Puccini, che sarà diretta da Riccardo Chailly e con la regia di Davide Livermore.

E, come ormai accade da anni, la Prima sarà trasmessa in diretta anche su Rai Uno, permettendo così anche a milioni di italiani di assistervi.

Teatro la Scala di Milano: gli spettacoli della stagione 2019/2020

Anche il programma ufficiale della stagione 2019/2020 del Teatro la Scala di Milano, come da tradizione, sarà rivelato sul sito ufficiale la sera del 7 dicembre 2019.

Ad attendere gli spettatori ci saranno non solo 15 titoli d’opera, ma anche 8 spettacoli di balletto, 8 concerti sinfonici, 7 recital di canto, serate straordinarie e a cui parteciperanno anche molti vip, ospiti internazionali e anche spettacoli pensati per i più piccoli.

Il piatto forte sarà ovviamente la Tosca, che aprirà la stagione teatrale, che, sempre se il Teatro La Scala seguirà la sua tradizione, dovrebbe rimanere in cartellone fino a gennaio 2020.

La storia editoriale travagliata della Tosca

La Tosca, che ancora oggi è considerata una delle opere più drammatiche di Giacomo Puccini, ebbe una storia editoriale molto travagliata.

Giacomo Puccini la vide per la prima volta, sotto forma di teatro, a Milano all’inizio del 1889 e, colpito dalla potenza della trama, chiese al suo editore, Giulio Ricordi, di farsi avanti per chiedere i diritti per musicarla.

Victorien Sardou, l’autore del dramma originale, accolse la proposta con molta freddezza, ma nonostante ciò, Ricordi riuscì a mettere le mani sul dramma nel 1893.

L’autorizzazione a musicarla però non la ricevette Puccini, ma Alberto Franchetti, che era tornato in trionfo da Genova, dove il suo Cristoforo Colombo era stato acclamato a furor di popolo.

Tuttavia, dopo essere passato sotto la visione di Sardou e anche di Giuseppe Verdi, Franchetti rinunciò a musicare il libretto della Tosca, ritenendosi inadatto per portare a termine un compito così gravoso.

Ricordi, non sapendo più a che santo votarsi, chiese allora a Giacomo Puccini di musicarla. L’opera, dopo vari ripensamenti, contrasti e litigi di varia natura, venne rappresentata il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma.

Anche il suo debutto, come la sua storia editoriale e le vicende della sua protagonista, fu travagliato: non solo a causa di alcuni spettatori ritardatari Leopoldo Mugnone, il direttore d’orchestra, dovette interrompersi e ricominciare da capo, ma in più venne fatta a pezzi dalla critica e dalla stampa, che si attendevano un lavoro più in linea con le altre opere di Puccini.

Nel 1903 però, tre anni più tardi, non solo la Tosca era riuscita a guadagnarsi il suo posto d’onore nel repertorio di Giacomo Puccini, ma veniva già rappresentata nei principali teatri lirici di tutto il mondo.

Tosca: trama e personaggi

La storia si svolge a Roma sabato 14 giugno 1800, giorno della Battaglia di Marengo e a pochi anni dallo scoppio della Rivoluzione Francese, dagli eventi drammatici del Terrore e dalla caduta della Prima Repubblica Romana.

Cesare Angelotti, bonapartista e console dell’ex Repubblica Romana, riesce a fuggire da Castel Sant’Angelo, dove sua sorella, la Marchesa Attavanti, gli ha fatto trovare degli abiti femminili con cui camuffarsi e passare inosservato.

La donna è stata ritratta, senza saperlo, dal pittore Mario Cavaradossi. Questi si accorge di Ancelotti, che conosce da tempo, il quale gli rivela la sua situazione.

Il colloquio tra i due viene interrotto dall’arrivo di Tosca, che riconoscendo nel dipinto la figura della Marchesa, fa una scenata di gelosia a Cavaradossi, che riesce a stento a calmarla.

I due riprendono a parlare, ma improvvisamente arriva Scarpia, capo della polizia, che sospetta di Mario. Per trovare Cesare, Scarpia cerca di coinvolgere Tosca, facendo leva sulla sua gelosia, e la donna, alla fine, accetta di aiutarlo a trovarli.

Più tardi, mentre cena a Palazzo Farnese, Scarpia riceve la visita di Spoletta, un suo scagnozzo, che ha trovato Mario. Il pittore rifiuta di rivelare il nascondiglio di Angelotti, quindi viene imprigionato e torturato.

Poco dopo arriva anche Tosca, che rivela il nascondiglio del fuggiasco. Mario, indignato dal suo comportamento, cerca di scacciarla e il capo della polizia, per nulla toccato dal dramma che si sta svolgendo sotto i suoi occhi, lo condanna a morte.

Tosca, pentita dal suo gesto e desiderosa di salvare Mario, si offre a Scarpia chiedendo in cambio la sua liberazione. Il capo della polizia convoca il suo scagnozzo e, con un gesto del capo, fa credere alla donna che la fucilazione sarà simulata e i fucili saranno caricati a salve.

Intanto che sta scrivendo il salvacondotto per lasciare lo Stato Pontificio, Tosca aggredisce Scarpia e lo pugnala.

All’alba, sui bastioni di Sant’Angelo, Mario è pronto a morire e, prima di essere condotto davanti al plotone di esecuzione, scrive un’ultima lettera d’amore a Tosca.

La donna arriva in quel momento e gli rivela non solo di aver ucciso Scarpia, ma che i fucili saranno caricati a salve, e gli raccomanda di fingere bene la sua morte.

Mario però viene fucilato per davvero e Tosca, affranta dal dolore per la perdita dell’amato e furiosa per l’inganno di Scarpia, inseguita dai poliziotti che hanno scoperto che è lei l’assassina del loro capo, si getta dagli spalti del castello.

Di Francesca Orelli

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