E se Shakespeare fosse stato siciliano?

Shakespeare

Essere o non essere è uno dei passaggi più famosi di tutti i tempi della letteratura mondiale e, non c’è dubbio, che l’autore è William Shakespeare, pilastro della letteratura inglese. Quanto sin qui scritto è una certezza che, tuttavia, nel 1927 qualcuno mise in discussione.

A essere oggetto del dubbio non era certo la qualità e il calibro di William Shakespeare, ma le sue origini anglosassoni. A mettere in discussione che William Shakespeare fosse inglese fu il giornalistaSanti Paladinoche sostenne, invece, che il Bardo fosse di origini siciliane.

Michelangelo Florio, in arte William Shakespeare

La tesi di Paladino venne pubblicata sulla rivista “L’impero” e si sviluppava attorno alla figura di un certo Michelangelo Florio diMessina. Tal Florio era nato, appunto, in Sicilia nel 1564 e aveva concluso brillantemente gli studi classici.

Fu autore di un’opera in dialetto siciliano il cui titolo era“Tantu trafficu ppi nenti”, che richiama nemmeno troppo alla lontana il titolo di “Molto rumore per nulla”, celeberrima opera di Shakespeare.

Una coincidenza? Forse, ma non è l’unica. Florio era stato autore anche di un volumetto, “I secondi frutti”, nel quale erano presenti numerosi aforismi e citazioni

che saranno successivamente presenti anchenell’Amleto.Un’altra casualità? Probabile, ma andiamo avanti.

L’arrivo a Londra

Dalla natia Sicilia, Florio dovette scappare nel Nord Italia per sfuggire all’Inquisizione, a causa della fede calvinista del padre. Dopo un lungo e tormentato peregrinare fraPadova, Verona e Venezia, fuggì all’estero e, tornato in Italia, pare si fosse innamorato di una giovane, tale Giulietta, che morì.

Decise allora di emigrare a Londra: qui cambiò identità, passando da Michelangelo Florio aGuglielmo Crollalanza, cioè la versione maschile del nome materno (Guglielmina Crollalanza). Tradotto in inglese, William Shakespeare.

Il resto sarebbe storia: si dedicò al teatro, facendosi aiutare dal cugino per le traduzioni in inglese, e il successo arrivò ben presto. A supporto della propria tesi, Paladino presentò ulteriori circostanze: nessun William Shakespeare risulta nei registri del Club In, ma è presente un certo Michelangelo Florio.

Nell’opera “Antonio e Cleopatra”, una scena è ambientata a Messina, un dettaglio storico che non può non destare sospetti. Inoltre, in “Molto rumore per nulla” è presente unasalace rispostache letteralmente recita “Mizzeca, eccellenza!”, un’espressione che solo un vero uomo della Sicilia avrebbe potuto conoscere all’epoca.

Suggestioni o alternative verità? Chi può dire con certezza se siano una o l’altra? A ogni modo, quale che siano state le vere origini di Shakespeare, nulla toglie al suo genio e talento assoluto che hanno saputo scavare nell’animo degli uomini di ieri, e sanno trasmettere molto agli uomini di oggi.

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