Letteratura

La figura del soldato smargiasso nel teatro

Il teatro, che soddisfa esigenze di evasione e riflessione, ha costruito la sua fortuna anche grazie a personaggi tipici, facili da riconoscere e di rapida immedesimazione da parte del pubblico. Fra queste figure rientra il soldato smargiasso.

Introdotto nel teatro greco e reso celebre dal commediografo latino Plauto, autore anche dell’opera “Miles gloriosus”, il soldato smargiasso ha animato i teatri per secoli, arrivando fino all’epoca della Commedia dell’arte italiana.

Vanaglorioso, il soldato viene generalmente accompagnato sulla scena da una “spalla” con il quale costruisce dialoghi finalizzati alla narrazione, o meglio all’invenzione e all’esagerazione delle proprie gesta militari.

Il soldato vanaglorioso da Plauto alla Commedia dell’arte

Il commediografo latino Plauto era un profondo conoscitore del teatro greco e da questo ha ampiamente attinto per le sue opere e i suoi personaggi. Uno dei più riusciti è il soldato Pirgopolinice protagonista del Miles gloriosus.

In questa opera, il soldato Pirgopolinice, spaccone e pieno di sé, viene affiancato da Artotrogo nella funzione di spalla. Basta tradurre i loro nomi per iniziare a sorridere, rispettivamente Conquistatore di torri e città e Roditore di pane.

Il pubblico ride e si diverte ad ascoltare il tronfio personaggio che narra le improbabili gesta ricorrendo a un linguaggio denso di iperboli che rendono ancora più inverosimili le avventure, e proprio per questo ilari.

Un personaggio che gli scrittori narreranno nei secoli e continuerà a far ridere il pubblico: lo ritroviamo ne “Le allegre comari di Windsor” di William Shakespeare e ne “Pedante beffato” di Cyrano de Bergerac, tanto per citare un paio di opere.

Il teatro, specchio del pubblico

Nel novero dei personaggi tipici del teatro non troviamo solo il soldato smargiasso, ma anche altre figure, come il servo fedele e laborioso o, al contrario, quello astuto e ingannatore, o il giovane innamorato pazzo della cortigiana o l’ancella della stessa.

Gli schemi e i personaggi del teatro, in definitiva, si ripetono nel tempo a vantaggio di un pubblico popolare che, generalmente senza basi d’istruzione, voleva divertirsi ed evadere dalla realtà per qualche ora.

Ma l’evasione si rivela, a una lettura più attenta, illusoria: i personaggi che calcano le scene rispecchiano vizi e virtù con cui il pubblico, di ieri e di oggi, ha avuto a che fare prima o poi nella vita.

E, così, anche se non abbiamo mai militato nell’esercito, non possiamo non riconoscere nelle spacconate del soldato vanaglorioso le esagerazioni del nostro collega che ama vantarsi delle sue imprese personali e professionali.

Se, nonostante i secoli, questi personaggi conservano la loro freschezza il merito è sicuramente da attribuire alla capacità degli autori di aver saputo cogliere e trasporre in riuscite figure teatrali la quintessenza della natura umana.

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