I diritti sono come il pane di Mariene Bello: Attraverso gli occhi di Mariene Bello, i diritti diventano un viaggio emozionante dalla povertà alla speranza, un invito a scoprire un mondo che urla per giustizia e sussurra di libertà.

Come ci insegna la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani varata dalle Nazioni Unite a seguito degli orrori della Seconda Guerra Mondiale, il diritto a vivere un’esistenza dignitosa dovrebbe essere la prassi all’interno della nostra società.

Tuttavia, si tratta di un quadro ideale, quasi irrealistico se diamo uno sguardo a come stanno realmente le cose. In tutto il mondo, ogni giorno veniamo bombardati da notizie di cronaca che tradiscono quanto sancito dai trenta articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

I diritti sono come il pane di Mariene Bello, edito da Il Giardino della Cultura per la collana I Tecnici, prende in esame le condizioni di ghettizzazione che vivono determinati gruppi sociali e offre una toccante riflessione sui concetti di povertà e intolleranza.

La povertà materiale e la difficoltà a trovare i mezzi di sostentamento necessari per poter vivere hanno un impatto notevole su alcuni paesi, nei quali le condizioni di vita sono precarie anche per i bambini.

Le conseguenze di ciò sono disastrose, e non solo per la mancanza di cibo, acqua e cure mediche. La povertà genera un’eco che abbraccia ogni aspetto dell’esistenza degli esseri umani che ne sono affetti. Povertà significa difficoltà ad accedere a un sistema di istruzione, che a sua volta genera mancanza di autostima, di fede, intoppi nel prendere parte alla vita civile e sociale del paese di appartenenza, ostacoli per la ricerca di lavoro e di conseguenza, nuovamente, problemi economici.

È come un circolo vizioso, una trappola dalla quale l’unica soluzione per uscirne sembra essere quella di migrare per tentare di migliorare le proprie condizioni di vita.

Per qualsiasi tipo di minoranza (etnica, culturale, sociale, economica, di genere), il diritto alla vita viene costantemente minacciato. Le discriminazioni per alcune categorie sono all’ordine del giorno e determinati privilegi somigliano sempre più dei miraggi. L’opera di Mariene Bello diventa allora un urlo appassionato, un appello alla giustizia, una speranza per il futuro che libertà e uguaglianza siano un giorno garantiti per tutti.

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