Essere o non essere e altri dubbi letterari

È tanto piccolo quanto insidioso, il dubbio. Non appena si sta per concludere, finire finalmente qualcosa sbuca dai meandri della nostra mente e ci tiene in scacco. Vittime del dubbio sono stati numerosi personaggi della letteratura, il più famoso è sicuramente Amleto di William Shakespeare.

Essere o non essere

La domanda più celebre della letteratura mondiale è probabilmente quella che il principe Amleto si pone all’inizio della prima scena del terzo atto dell’omonima tragedia scritta dal Bardo. “To be, or not to be, that is the question” è erroneamente associata da molti all’immagine del teschio.

Infatti, nella tragedia di William Shakespeare quando Amleto si chiede se valga la pena vivere e soffrire o se sarebbe meglio rischiare di morire, ma ribellarsi allo stato delle cose, non ha in mano nessun teschio.

Dubbi e filosofi

Non è un dilemma esistenziale quello che Don Abbondio si pone quando, nell’apertura dell’ottavo capitolo de I Promessi Sposi, si chiede chi fosse Carneade. Ci troviamo in un’altra opera immortale della letteratura e un altro dubbio è protagonista.

Carneade era un filosofo ed è interessante notare come il dubbio, la messa in discussione di tutte le nostre conoscenze e certezze, sia il nucleo, il cuore dell’attività filosofica. Non addentriamoci nella storia della filosofia, ma limitiamoci a dare un’occhiata ad alcune opere più divulgative.

Fra questi, va ricordato Luciano De Crescenzo che, fra le diverse opere pubblicate, ci ha lasciato anche un’analisi sul dubbio. Il dubbio è l’occasione per De Crescenzo per affrontare gli interrogativi che tormentano l’uomo, come ad esempio il ruolo del caso e del destino.

Gialli e tribunali

Dalla filosofia passiamo alla criminologia: delitti e condanne devono cimentarsi quotidianamente con il dubbio, il dilemma di non lasciare in libertà un criminale e di non incolpare un innocente. Numerosi sono i romanzi, gialli e polizieschi su tutti, che tratteggiano il ruolo del dubbio.

In ambito nostrano, ricordiamo i romanzi di Gianrico Carofiglio e, in particolare, L’arte del dubbio. In circa 250 pagine l’autore ci introduce nel mondo del dibattito penale e dell’arte dell’interrogatorio, campi ben noti a Gianrico Carofiglio, magistrato di professione.

Scrivendo di gialli italiani, la mente non può che andare ad Andrea Camilleri. Fra i numerosi romanzi, spicca per l’utilizzo nel titolo del termine “dubbio” L’età del dubbio, con protagonista il Commissario Salvo Montalbano.

Dall’assolata Vigata del romanzo di Andrea Camilleri alle prealpine coste del lago di Lecco, il dubbio è un filo rosso che unisce la letteratura di ogni tempo, facendoci sentire più vicini ai nostri beniamini, tormentati quanto noi.

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