Laricerca della vita all’interno del sistema solaresi concentra sempre più sullelunedegli altri pianeti. Si parla naturalmente di forme di vita semplici e i candidati più promettenti sono i satelliti su cui sia presenteacqua allo stato liquido, ritenuto un presupposto fondamentale per la sussistenza stessa della vita come la conosciamo.
Negli ultimi anni la presenza dioceani sotto la superficieè stata via via ipotizzata o persino confermata in alcuni satelliti dei giganti del sistema solare, Giove e Saturno:Europa,EnceladoeGanimede(oltre aCerere, pianeta nano nella fascia degli asteroidi). Un nuovo studio rafforza oggi l’idea che in particolare Europa possa presentare condizioni ancor più favorevoli alla vita di quanto finora supposto.
Il calore che mantiene l’acqua allo stato viene generato dal ciclo di contrazione e rilascio dei satelliti
La ricerca esamina latopologiadi questo satellite di Giove evidenziando una peculiare caratteristica topografica denominatadoppia cresta, che potrebbe indicare lapresenza di acqua liquida molto più vicina alla superficie di quanto si pensasse. I risultati dello studio suggeriscono l’acqua liquida poco profonda sia onnipresente sotto il guscio di ghiaccio di Europa, spazialmente e temporalmente, e si estenda per una profondità stimata di140-150 chilometri.
L’attrazione gravitazionaleesercitata dalle altre lune che periodicamente si avvicinano, unita a quella di Giove stesso,sottopone a stress la struttura di Europadeformandola leggermente egenerando di conseguenza calore, proprio come avviene con una pallina da tennis quando viene colpita dalla racchetta o rimbalza su una superficie.
La conseguenza è un vasto e tranquillooceano di acqua salata, un ideale incubatore per la vita. Ma il liquido è celato sotto una crosta di ghiaccio profonda una trentina di chilometri, rendendo necessario un lungo lavoro di perforazione a qualunque sonda inviata in loco per studiare l’oceano nascosto. O almeno era quanto finora ritenuto.

Il paragone con strutture ghiacciate analoghe sulla Terra è fondamentale
L’esistenza delle strutture a doppia cresta potrebbe indicare la presenza diacqua liquida ad appena un chilometro e mezzo al di sotto della superficie. Le doppie creste sono per di più diffuse lungo tutta superficie del satellite:squarci lunghi centinaia di chilometri, un’altezza fino a 300 metri, i cui picchi paralleli sono separati da una valle larga quasi un chilometro. Le doppie creste le possiamo vedere anche sulla Terra, fra i ghiacci dellaGroenlandia.
Le immagini catturate recentemente da un satellite della NASA evidenziano una versione in scala ridotta delle strutture a doppia cresta scoperte su Europa: combinando l’elevazione dalla superficie e i dati di sondaggi radar i ricercatori sono stati in grado di dimostrare che le doppie creste in Groenlandia si formano quandol’acqua liquida si congela dopo essere salita dal basso, costringendo il ghiaccio a espandersi verso l’alto.
Ipotizzando le doppie creste di Europa si formino secondo la stessa meccanica, sulla luna di Giove potrebbe sussistereacqua liquida a meno di due chilometri sotto la superficie. La diffusione delle doppie creste sulla superficie implica l’acqua liquida sia oggi come in passatouna caratteristica pervasivaall’interno del fragile guscio di ghiaccio, suggerendo che i processi in acque poco profonde potrebbero essere ancora più dominanti come forza dinamica plasmante la morfologia della superficie e la potenziale abitabilità di Europa rispetto a quanto si pensasse finora, grazie al continuoscambio di sostanze fra la superficie (inclusi elementi depositati da corpi esterni, come le altre lune) e l’oceano sottostante.
Il 2024 di Europa, fra scienza e fantascienza
È prevista per l’ottobre del 2024la partenza della missioneEuropa Clipper, che prevede lo studio del satellite di Giove attraverso decine diflybycompiuti da una sonda automatica equipaggiata con strumenti in grado di sondarne le caratteristiche sotto la superficie. Unlanderin grado di attraversare i chilometri di ghiaccio che separano la superficie dall’oceano sottostante è da tempo nella fase di studio e questa nuova scoperta potrebbe se confermata rendere più agevole l’impresa.
Intanto unaMissione Europaha rivestito un ruolo fondamentale nella seconda stagione della serie televisivaStar Trek: Picard, dove i protagonisti si ritrovano scaraventati in un universo alternativo in cui nel 24° secolo non esiste l’utopicaFederazione dei Pianeti Unitialla base della pacifica collaborazione e sviluppo socio-scientifico di culture diverse integrate e cresciute insieme ma una spietataConfederazione terrestredi brutale stampo imperialista.
Per “rimettere a posto” la linea della realtà, l’ammiraglio Picarde il suo mini equipaggio dovranno assicurarsi che la Missione Europa del 2024 abbia successo, essendo essa indirettamente un punto di svolta fondamentale nella nascita dell’uno o dell’altro universo. Gli autori hanno scelto il satellite di Giove e l’anno in cui ambientare la vicenda (appena due anni nel futuro) proprio in omaggio alla missione NASA nel mondo reale, anche se nella finzione televisiva a esplorare Europa e gli altri satelliti gioviani sarà un equipaggio umano che includeRenée Picard, antenata del “nostro” Jean-Luc.
La ricerca“Double ridge formation over shallow water sills on Jupiter’s moon Europa“è stata pubblicata suNature Communications(aprile 2022).





