Capolavoro dell’arte ellenistica, il gruppo scultoreo delLaocoonte e i suoi due figlinon è altro che espressione del mito reso famoso soprattutto nell’Eneideda Virgilio. La scultura, custodita attualmente neiMusei Vaticani, si inserisce tra quelli riguardanti laguerra di Troiae rappresenta una delle storie più drammatiche in assoluto. Laocoonte, infatti, sacrifica la propria vita e quella dei suoi figli perdifendere la patria.
La storia del gruppo scultoreo
La storia di Laocoonte, nota grazie aVirgilio, narra che il sacerdote troiano fu l’unico, insieme a Cassandra, a rifiutare il dono delcavallo di legnofatto dai Greci ai Troiani. Il cavallo era stato progettato da Ulisse per ingannare i troiani ed impadronirsi della città.
Alla vista del cavallo, Laocoonte scagliò la sua lancia contro l’impalcatura, scatenando così l’ira della dea Atena, protettrice dei Greci. Atena gli scagliò contro dueserpenti mostruosi, Porcete e Caribea, che strangolarono e divorarono il sacerdote e i due figli. La sua fine terribile, invece di far dimenticare Lacoonte, fece accrescere la sua fama, grazie anche alla scultura che lo ritrae in punto di morte.
In ambito artistico il soggetto di Laocoonte venne più volte replicato, ma la scultura più celebre è quella che si trova nei Musei Vaticani di Roma, opera di tre scultori rodii, Agesandro, Polidoro e Atanodoro. L’opera è una copia eseguita all’età di Tiberio, di un originale in bronzo del II secolo a.C.
A tramandare i nomi degli autori èPlinio, ed è sempre lui a far sapere che il gruppo in precedenza venne conservato per molto tempo nellavilla dell’imperatore Titoubicata sul colle Oppio.
Fu un contadino a ritrovare la scultura il 14 gennaio 1506 a Roma, in una vigna nelle vicinanze del Colosseo, precisamente sul colle Esquilino. Papa Giulio II acquistò la vigna per 600 ducati, poi chiamò MichelangeloBuonarrotiper fare da supervisore al recupero della scultura. L’artista fu quindi fra i primi ad avere l’onore di ammirare questo splendido capolavoro dell’arte ellenistica.

Significato dell’opera
Il gruppo scultoreo raffigura pienamente ildramma del sacerdote troiano, punito da Atena per aver tentato d’impedire al cavallo di legno, con i soldati greci nascosti dentro, di entrare a Troia. Laocoonte, raffiguratoseduto su un altare lapideo, disperato e sofferente, mostra il suo pathos e al contempo cerca di liberarsi della spire dei serpenti che stanno avvolgendo lui e i due figli.
I ragazzi, terrorizzati, implorano il padre di aiutarli, ma il figlio alla sinistra di chi guarda sta morendo. Lo stesso Laocoonte vienemorso da un serpenteal fianco sinistro e lo spasimo gli contrae il volto. Il sacerdote ha la bocca dischiusa e lo sguardo rivolto al cielo.
L’opera colpisce per la suastraordinaria espressività e la drammaticità, che rendono perfetta l’idea della sofferenza del sacerdote. Colpisce il suofisico poderoso, che richiama i princìpi ellenistici e che non sembra compatibile con quello di un vecchio sacerdote.






