Tutti, prima o poi, devono fare i conti con il ritiro dalla vita attiva. Anche Batman, il famosissimo supereroe. Se fate fatica a immaginare l’uomo pipistrello invecchiare, leggete “Batman – il ritorno del cavaliere oscuro” e scoprirete un Batman inedito.
Uscito nel 1986, questo fumetto rappresenta una pietra miliare nel genere, acclamato sia da critica che da pubblico. L’autore,Frank Miller, all’epoca aveva soli 29 anni, ma riuscì a realizzare un fumetto che non solo rimase nella storia, ma che gli conferì una grandissima notorietà.
La trama
Bruce Wayne è ormai un attempato, ma benestante signore che si è ritirato dalla sua attività di supereroe da circa dieci anni. Le lunghe giornate lo hanno resopigro, svogliato e dipendente dall’alcol, mentre Gotham City è allo sbando più totale, completamente nelle mani di teppisti, i Mutanti.
Oltre ai Mutanti, la corruzione è penetrata negli strati più interni della società: le istituzioni e le forze dell’ordine sono in mano a criminali, l’informazione è completamente dominata da pochi gruppi che gestiscono le notizie da trasmettere.
Spinto dalla voglia di ripristinare l’ordine, Batman torna in campo e, una volta riordinata la società, si trova davanti una situazione paradossale: i Mutanti gli prestano fedeltà e si trasformano nella sua milizia personale,“i figli di Batman”.
Questa situazione genera divisioni a Gotham City: c’è chi acclama il ritorno di Batman e c’è chi, invece, è terrorizzato dalla deriva di autoritarismo che sta prendendo il sopravvento nella città. Nel frattempo, il Presidente degli States chiama in causa Spiderman per arginare il potere di Batman…
Il lavoro di Frank Miller
“Batman – Il ritorno del cavaliere oscuro” è stato, come si diceva in apertura, un grande successo: Frank Miller ai tempi era già un bravo sceneggiatore, molto apprezzato e richiesto, con alle spalle un’importante collaborazione con la Marvel, per la quale aveva scritto delle storie diDaredevil.
Il lavoro alla DC Comics, editrice di Batman, gli fu affidato con ampi margini di libertà creativa: Frank Miller potè permettersi di smontare il personaggio dell’uomo pipistrello – che ai tempi era un vero e proprio mito – proprio perché ebbe “carta bianca” dalla casa editrice.
Tale libertà si rivelò una scommessa riuscita: ancora oggi, a distanza di oltre quarant’anni, “Batman – il ritorno del cavaliere oscuro” è un fumetto molto apprezzato e amato, per via della discontinuità e delle novità che introdusse, sia nei contenuti che nelle linee grafiche. Un Batman diverso dal solito, un Batman che sa far parlare di sé, ancora.
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