Tra incontri con grandi protagonisti della cultura italiana, laboratori, arte e dialogo con gli autori, la settima edizione del festival di NociChiostri e Inchiostri 2026ha dimostrato che un libro può diventare un’esperienza da vivere. L’appuntamento dedicato aPennellona, pubblicato da Balzano Editore, ne è stato uno degli esempi più significativi.
Chiostri e Inchiostri 2026: il festival che ha trasformato i lettori in protagonisti
Ci sono presentazioni di libri che si concludono con un applauso.
E poi ce ne sono altre che finiscono con decine di mani alzate. Non per chiedere un autografo, ma per fare una domanda.
È l’immagine che resta della serata di domenica 26 luglio, quando Largo Spirito Santo, nel cuore del centro storico di Noci, ha ospitato l’incontro dedicato aPennellona, il libro scritto daPenny J. Rimaue illustrato daNicola Genco, nell’ambito della settima edizione diChiostri e Inchiostri.
Mentre gli adulti seguivano il dialogo tra gli ospiti, i bambini osservavano con attenzione le illustrazioni, ascoltavano la lettura e, quasi senza accorgersene, diventavano parte della storia. In quel momento si è colta l’essenza del festival: non un luogo dove i libri vengono semplicemente presentati, ma uno spazio in cui prendono vita attraverso l’incontro tra autori, illustratori e lettori.
Dal 23 al 26 luglio il centro storico di Noci si è trasformato in un laboratorio culturale diffuso. Piazze, chiostri e corti hanno accolto scrittori, giornalisti, magistrati, economisti, artisti e protagonisti della cultura italiana accanto a mostre, spettacoli, laboratori e iniziative dedicate ai più piccoli. Giunto alla sua settima edizione,Chiostri e Inchiostricontinua a distinguersi per la capacità di coinvolgere pubblici diversi senza rinunciare alla propria identità.
In questo contesto si è inserito l’appuntamento dedicato aPennellona, ospitato all’interno dellaGnostra dei Piccoli Lettorie coordinato daGiovanna Durante, con la partecipazione diVito Fauzzi,Edoardo TahirajeAnnaluce Notarnicola.

Sin dai primi minuti è apparso evidente che non sarebbe stata la classica presentazione di un libro.
Le pagine diPennellonasono diventate il punto di partenza per una conversazione. Penny J. Rimau ha accompagnato il pubblico nel mondo della protagonista, mentre Nicola Genco ha raccontato come nasce un’illustrazione e come immagini e parole imparino a costruire insieme una storia.
I bambini hanno seguito ogni passaggio con attenzione crescente.
Poi hanno iniziato a intervenire, chiedendo come nasce un personaggio, da dove arrivano le idee, quanto tempo richiede un’illustrazione e perché vengano scelti determinati colori. Domande semplici soltanto in apparenza, perché rivelavano il desiderio di comprendere ciò che normalmente rimane nascosto dietro la realizzazione di un libro illustrato.
Per qualche istante sono scomparsi i ruoli tradizionali di autrice, illustratore e pubblico. È rimasto soltanto un dialogo spontaneo, capace di trasformare una presentazione in un’esperienza condivisa.
Dalle pagine ai colori
Terminata la lettura, la storia non si è fermata.
Lo spazio di Largo Spirito Santo si è trasformato in un laboratorio creativo a cielo aperto. Pennarelli, matite e fogli hanno preso il posto dei microfoni e ogni bambino è stato invitato a interpretare liberamente il mondo diPennellona. Nessun modello da seguire, nessun disegno da copiare: soltanto la fantasia, alimentata dalle parole dell’autrice e dalle immagini di Nicola Genco.
Poco alla volta ha preso forma un grande elaborato collettivo.


Fiori, alberi, animali, paesaggi e personaggi hanno riempito il grande cartellone, componendo un’opera costruita da decine di mani diverse. Osservandola al termine del laboratorio colpiva un particolare: ogni bambino aveva mantenuto il proprio stile, ma tutti insieme avevano dato vita a un’unica storia.
Era il naturale proseguimento del libro.
Le pagine avevano acceso l’immaginazione.
I colori le avevano dato forma.

Più che un laboratorio, è stato un momento di partecipazione, nel quale ogni bambino ha potuto lasciare il proprio contributo senza rinunciare alla propria creatività.
Le fotografie restituiscono perfettamente quell’atmosfera. Bambini concentrati sui disegni, famiglie che osservano e partecipano, sorrisi, confronto e collaborazione. Scene semplici, ma capaci di raccontare molto più di qualsiasi descrizione cosa significhi trasformare la lettura in un’esperienza condivisa.
Un ricordo che resta
Al termine dell’incontro si è formato spontaneamente un piccolo gruppo attorno agli autori.
Non era soltanto il momento delle firme.
Era il desiderio di portare a casa un ricordo della giornata.
Penny J. Rimau ha dedicato personalmente le copie diPennellona, fermandosi a parlare con i bambini e con le loro famiglie. Accanto a lei, Nicola Genco ha trasformato il tradizionale firmacopie in qualcosa di ancora più speciale: su molte copie del volume ha realizzato piccoli disegni originali, creati sul momento, rendendo ogni libro diverso dall’altro.
Per i bambini è stato molto più di un autografo.


Hanno visto nascere un’illustrazione davanti ai propri occhi, scoprendo che dietro ogni immagine ci sono talento, tecnica, pazienza e creatività.
Un gesto simbolico che conclude la giornata
La partecipazione di Penny J. Rimau e Nicola Genco al festival si è conclusa davanti all’installazione artistica“Dal Cantico alla Costituzione”, dove entrambi hanno affidato un proprio pensiero a uno dei petali che componevano l’opera.
Un gesto semplice, ma ricco di significato, che ha idealmente collegato letteratura, arte e partecipazione civile, tre dimensioni che hanno accompagnato l’intera manifestazione.


È stata una conclusione coerente con lo spirito della giornata: lasciare un segno non soltanto sulle pagine di un libro, ma anche all’interno di un progetto collettivo capace di coinvolgere l’intera comunità.
Un festival che lascia qualcosa oltre il programma
Ogni manifestazione culturale può essere raccontata attraverso il numero degli ospiti, il calendario degli appuntamenti o la partecipazione del pubblico.
Chiostri e Inchiostri è qualcosa di più.
Il suo valore emerge soprattutto nelle relazioni che riesce a creare.
Le immagini dell’incontro dedicato aPennellonalo raccontano con immediatezza: bambini seduti in prima fila ad ascoltare, famiglie che partecipano al dialogo, un illustratore che disegna dal vivo, un’autrice che dedica tempo a ogni lettore e un laboratorio che trasforma una storia in un’opera costruita insieme.
Sono scene che restituiscono il significato più autentico del festival.
Il libro smette di essere soltanto un oggetto da leggere e diventa occasione di incontro, confronto e partecipazione.
È probabilmente questa la caratteristica che distingue Chiostri e Inchiostri: non limitarsi a presentare autori e opere, ma creare le condizioni perché le storie continuino a vivere attraverso le persone.
Dove nasce davvero un lettore
Si parla spesso della diminuzione dei lettori e della necessità di avvicinare i più giovani ai libri.
Esperienze come quella vissuta a Noci ricordano che il rapporto con la lettura nasce molto prima dell’acquisto di un volume.
Nasce quando una storia viene ascoltata con curiosità.
Quando un bambino può fare una domanda a chi quella storia l’ha scritta.
Quando osserva un illustratore trasformare un foglio bianco in un personaggio.
Quando scopre che dietro un libro esistono idee, studio, pazienza e creatività.
È ciò che è accaduto durante l’incontro dedicato aPennellona.
I bambini hanno ascoltato, osservato, chiesto, disegnato e dialogato con gli autori. Hanno vissuto il libro da protagonisti, comprendendo che la lettura non è un’attività passiva, ma un’esperienza capace di stimolare immaginazione, curiosità e partecipazione.
Il valore di un incontro
Per qualche ora Largo Spirito Santo è diventato uno spazio in cui generazioni diverse hanno condiviso la stessa storia.
I più piccoli hanno trovato risposte alle proprie domande.
Gli adulti hanno assistito a un dialogo autentico tra autori e lettori.
L’autrice Penny J. Rimau e l’illustratore Nicola Genco hanno mostrato il lavoro che si nasconde dietro un libro illustrato, rendendo visibile un processo creativo che spesso rimane confinato tra le pagine.
È questa l’immagine che rimane dell’appuntamento dedicato aPennellona.
Non soltanto la presentazione di un libro, ma un’esperienza costruita attraverso l’ascolto, il confronto e la creatività condivisa.
Ed è forse proprio questa l’eredità più importante lasciata dalla settima edizione diChiostri e Inchiostri: ricordare che la cultura diventa davvero viva quando riesce a coinvolgere le persone, trasformando ogni incontro in un’occasione per creare relazioni, condividere idee e alimentare il piacere della lettura.







