Diverse volte ci siamo già trovati a scrivere dei fumetti, un genere che nei tempi più recenti sta acquisendo crescente importanza e riconoscimento nel panorama della letteratura. Anche oggi ci occupiamo di fumetti e, in particolare, di una storia che unisce musica e strisce.
Francesco Guccini, il cantautore fra i più significativi della musica italiana, recentemente scomparso, è stato -fra l’altro – anche un fumettista di talento. Iinfatti, ha collaborato a diverse strisce e ha sempre coltivato la sua passione per questo genere espressivo, sostenendone l’importanza e la dignità.
Francesco Guccini e i fumetti
Sin da bambino, il cantautore leggeva e apprezzava i fumetti: erano gli anni del “Corriere dei Piccoli” e delle prime strisce dedicate ai più piccoli. Fra le sue preferite c’erano quelle diCarl Barks, autore che apprezzò moltissimo e che, secondo Guccini, avrebbe meritato il premio Nobel.
Dal leggerli a disegnarli, il passo fu breve. Fra le diverse collaborazioni di Guccini con i fumettisti italiani (Maurizio Cavezzali, Magnus e Guido Buzzelli, fra i vari), la più importante fu quella conBonvi, nome d’arte di Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini.
Francesco Guccini e Bonvi
Guccini aiutò Bonvi sia per le sceneggiature di alcune strisce di “Sturmtruppen” che per alcuni dialoghi diCronache del dopobomba.Tuttavia, la collaborazione più intensa e proficua fra i due fu conStorie dello spazio profondo.
Si tratta di uno dei più belli e riusciti fumetti italiani del genere fantascientifico che ha segnato in maniera decisiva i fumetti successivi. I protagonisti sono un biondo avventuriero e un robot piuttosto petulante, suo aiutante, dalle fattezze che ricordano il moderno robot protagonista dell’omonimo cartone animatoWall – E.
I due rappresentano, rispettivamente, l’alter ego di Bonvi e di Guccini.
L’uscita del fumetto è del 1970, in largo anticipo sul filone fantascientifico che avrebbe ammaliato milioni di lettori di tutto il mondo più tardi, e venne pubblicato per soli sei numeri sulla rivistaPsyco.Ciò non impedì aStorie dello spazio profondodi influenzare il genere e ispirare molti fumettisti dell’epoca.
Il successo del prodotto, nonostante le poche pubblicazioni, è da individuare nel felice connubio della satira e dell’umorismo tipico diSturmtruppencon l’immaginazione e la fantasia di un mondo fantascientifico che, in quegli anni, era in circolazione grazie alla collanaUraniae con cui, quindi, i lettori avevano già familiarità.
Guccini fu dunque anche un ottimo fumettista, un autore che pure in questo campo ha saputolasciare il segnocon una produzione che non solo è stata in sé più che meritevole, ma che è riuscita ad affascinare milioni di lettori e ispirare altri autori nelle loro opere. Un risultato nel solco dello stile del cantautore.
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