L’adolescenza è un periodo molto particolare nella vita di ciascun individuo, dove domande, dubbi e riflessioni si affacciano prima timidamente e poi irrompono nella mente dei giovani. Confidarsi, ma anche esprimersi attraverso un diario è stato, forse più nelle generazioni passate, un ottimo metodo per confrontarsi con il mondo adulto che incalza. Fra i tanti diari famosi, quello più famoso di tutti è quello di una ragazzina di nome Anna Frank.
La timida Anna Frank ha scritto pagine di storia e di vita senza nemmeno immaginare che sarebbero divenute famose in tutto il mondo e avrebbero contribuito a rendere ancora più mostruoso l’Olocausto, leggendo della quotidianità di una innocente ragazzina costretta per delle follie a nascondersi in una soffitta di Amsterdam con la sua famiglia.
Il diario di Anna Frank
Proprio per questa sua genuinità e sincerità il diario è divenuto uno dei libri più letti e conosciuti al mondo.Scritto fra il 1942 e l’agosto del 1944durante il periodo nel quale la famiglia Frank si nascondeva dalle persecuzioni naziste, il diario custodisce i pensieri, i sogni e i timori di questa giovane che, tramite quelle pagine, ha permesso a tutti noi di vedere con i suoi occhi la brutalità dell’Olocausto.
Fra i pensieri sparsi, qualche anno fa sono state portate alla luce alcune pagine che Anna Frank aveva deciso di nascondere, incollandoci sopra della carta gommata marrone. Si tratta delle pagine 78 e 79, che riportano alcune barzellette spinte e alcune riflessioni sul sesso, sessualità e sull’intimità.
Come è stato possibile leggere le pagine coperte
Le pagine, che sono le uniche che furono coperte, sono state scritte il28 settembre 1942, appena due mesi dopo l’inizio del periodo nella casa di Amsterdam. Solo recentemente è stato possibile leggere e decifrare il contenuto, grazie a un accurato lavoro svolto dal Museo di Anna Frank, dell’Istituto per la guerra, l’Olocausto e gli studi sul genocidio e dell’Istituto Huygens per la storia dei Paesi Bassi.
Per la lettura delle pagine, il team ha prima fotografato le stesse, poi le ha illuminate da dietro con il flash e, infine, decifrate utilizzando unsoftware. La decodifica si è resa necessaria in quanto le pagine antecedenti e successive erano scritte e, quindi, si sovrapponevano le righe rendendo difficile comprendere il testo.
Il risultato è una pagina di vita di una ragazzina che, come tutti i ragazzi della sua età, inizia a crescere e a cimentarsi con argomenti più grandi di lei, buttando i suoi pensieri e le sue riflessioni sulla pagina di un diario.
Pagine delle quali avrebbe potuto sorriderne qualche anno dopo, se solo la sua vita non si fosse scontrata con la Storia o meglio con la follia che ha voluto sterminare senza motivo lei e altri 6 milioni di esistenze per motivi a dir poco futili.
LEGGI ANCHE:
“Maus” di Art Spiegelman: il fumetto più famoso che racconta l’Olocausto
La scrittrice per ragazzi Judith Kerr scampò all’Olocausto






