L’esordio narrativo di Michael Crichton

Michael Crichton

Correva l’anno 1969, quello dello sbarco sulla Luna nei primi gelidi anni della Guerra Fredda, quando un certo Michael Crichton pubblicava,a soli 27 anni, “Andromeda”, uno dei primi romanzi di una carriera da bestsellerista.

Nello stesso anno, Crichton ha conseguitola laurea in medicina e chirurgiaalla Harvard Medical School e ha iniziato il suo apprendistato presso il Salk Institute for Biological Studies, coltivando parallelamente la passione per la scrittura.

In breve, e grazie anche al successo di “Andromeda”, abbandonerà la carriera medica per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, campo nel quale si distinguerà per lascientificità e il rigoredei suoi testi che risulteranno unici nel genere fanta-thriller.

La trama di “Andromeda”

“Andromeda” viene qualificato come un romanzo thriller di fantascienza ed oggettivamente non potrebbe essere altrimenti: siamo nel 1969 e il governo sta promuovendo un programma di ricerca nello spazio di microrganismi. Lo scopo è trovare questi organismi e utilizzarli per provocareuna guerra batteriologica.

Le cose vanno un po’ diversamente da quello che il governo aveva previsto: un agente patogeno extraterrestre finisce sulla Terra, in una sperduta cittadina dell’Arizona. Qui,stermina tutta la popolazione, a parte un anziano signore malato di ulcera e un neonato in fasce.

Il team scientifico incaricato di chiarire le cause dell’epidemia deve individuare il micro organismo e capire come abbiano fatto a salvarsi gli unici due sopravvissuti che non potrebbero essere più diversi fra loro per età e condizioni di salute.

Il successo di “Andromeda”

Il rigore scientifico con cui Crichton farcisce il romanzo conferisce allo stessoautorevolezza e spessore,senza che la leggibilità e la scorrevolezza della storia ne siano pregiudicate. Nel corso della sua produzione letteraria, Crichton manterrà sempre questa cifra stilistica che renderà unici i suoi romanzi.

Al lettore contemporaneo certi aspetti di “Andromeda” potrebbero sembrare quasi scontati, ma contestualizzandoli alla fine degli anni Sessanta non può non notarsi come fossero all’avanguardia per un pubblico non specializzato.

Pensiamo, ad esempio, a quelle comunicazioni che oggi chiameremmo “videochiamate” o ai messaggi rilasciati dai calcolatori che sembrano essere frutto della comune (per noi nel 2026) intelligenza artificiale.

Un lettore negli anni Sessanta sarà rimasto assolutamente impressionato dalla fantasia dello scrittore, ma non solo lui. Infatti, da questo romanzo sono stati tratti diversi altri prodotti di intrattenimento.

Nel 1971 è stato tratto il film omonimo e, molto più recentemente, nel 2008, una miniserie per la TV. Nel 2021, infine, è stato pubblicato il sequel postumo, “L’evoluzione di Andromeda”, nel quale Andromeda è tornata ed è più aggressiva di prima. 

Droni, intelligenze artificiali e avanzati sistemi di monitoraggio saranno a disposizione dei nuovi scienziati di Wildfire che, ancora una volta, dovranno farsi in quattro per salvare il pianeta dal pericoloso microrganismo che minaccia la sopravvivenza di tutti noi.

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