Tomoe Gozen, la donna samurai cantata nell’epica giapponese

Tomoe Gozen

Noi occidentali siamo poco abituati alla figura della donna guerriera: la testimonianza più importante riguarda le Amazzoni, le leggendarie donne che combattevano a cavallo. In Giappone, invece, non erano un’eccezione le donne samurai.

Chi erano i samurai

I samurai erano dei guerrieri molto abili che si affermarono sul finire del I millennio d.C. in Giappone: la loro formazione fisica e psicologica era molto intensa e prendeva il nome di bushidoVia del guerriero.

Il bushido portava il guerriero a essere un vero samurai, con un codice di onore e un’abilità tecnica e bellica impareggiabile: il loro valore veniva messo incondizionatamente a servizio di un grande signore terriero, il daimyo, a cui giuravano fedeltà assoluta.

Chi era Tomoe Gozen

Dicevo in apertura che, nella civiltà del Sol Levante, non era un’eccezione che le donne combattessero e diventassero samurai. La storia di una di loro, Tomoe Gozen, è giunta fino a noi, grazie a un poema epico.

“Heike Monogatari” è il poema epico giapponese che narra dello scontro fra due clan, il clan Taira e il Minamoto, che si contendevano il controllo sul Giappone. In questo poema, inoltre, sono narrate le gesta di Tomoe Gozen. 

Tomoe Gozen è l’unica samurai a cui sono dedicati dei versi nella letteratura giapponese; o meglio, altre donne samurai, non meglio descritte, vengono citate nel poema, ma solo Tomoe merita una descrizione precisa.

Di lei, infatti sappiamo che era un generale al servizio del daimyo Minamoto Yoshinaka, molto abile nell’utilizzo dell’arco e della spada, tanto da valere come molti uomini messi insieme. Coraggiosa, sapeva tener testa sia ad avversari a cavallo che a piedi.

A cavallo era molto capace: sapeva domare cavalli selvaggi con destrezza più unica che rara e riusciva a scendere agevolmente pendii scoscesi, rimanendo in sella al proprio cavallo. Le sue armi erano una katana e un enorme arco.

Il poema epico ci lascia anche una descrizione fisica: Tomoe Gozen viene presentata come una donna di straordinaria bellezza, dalla pelle molto chiara e dai capelli lunghi. Tanta bellezza faceva rima con altrettanta spietatezza.

Non si faceva remore a uccidere gli avversari e a decapitare i nemici: si narra che quando presentò al proprio signore la testa del capo del clan Musashi, la sua considerazione nell’ambiente divenne tale da essere nominata prima donna comandante del Giappone.

Invincibile secondo molti, per alcuni era anche la reincarnazione della Dea del Fiume: come ogni eroe, anche Tomoe Gozen è circondata da un’aura leggendaria che rende ancora più mitica la sua figura.

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