Terremoto della Cascadia, il cataclisma a lungo sconosciuto

La zona di subduzione della Cascadia è in grado di generare terremoti di magnitudo elevatissima, i cosiddetti megasismi. Tuttavia l’ultimo grande terremoto della Cascadia nonostante si sia verificato solo poco più di 300 anni fa è rimasto a lungo un evento quasi sconosciuto e comunque enigmatico.

Oggi sappiamo che un megasisma di magnitudo stimata tra 8.7 e 9.2 colpì la zona di subduzione della Cascadia il 26 gennaio 1700, intorno alle 21:00 ora locale.
La zona colpita fu appunto quella che i geologi chiamano faglia di subduzione della Cascadia: si estende dall’isola di Vancouver (Canada) fino al nord della California (USA). Ma arrivare a questi dati precisi ha richiesto decenni di studi e ricerche sui due lati dell’oceano Pacifico.

Il terremoto della Cascadia del 1700 è stimato intorno ai 9 gradi sulla scala Richter

Il sisma causò un abbassamento della costa nordamericana e generò un maremoto distruttivo che colpì sia le coste locali che quelle del Giappone, dove le cronache dell’epoca riportarono l’arrivo di uno tsunami devastante senza che fosse stata avvertita una scossa sismica premonitrice. Fino a pochissimi anni fa esso era definito tsunami orfano proprio perché non si conosceva l’evento scatenante.

Nella zona della Cascadia all’epoca la presenza di europei era ancora piuttosto rara e il ricordo del sisma è stato tramandato per via orale dalle varie tribù di nativi che abitavano la regione. Il terremoto e lo tsunami del 1700 ebbero un impatto devastante su molte di queste comunità costiere, come testimoniano i loro racconti che descrivono scosse violente, l’innalzamento del mare e la distruzione dei villaggi.

Gli studi che identificarono scientificamente il grande terremoto della Cascadia del 1700 sono il risultato di un lavoro multidisciplinare sviluppatosi principalmente tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI secolo. Tuttavia, alcune tessere del puzzle erano iniziate a emergere già qualche anno prima.

Zona di subduzione della Cascadia
Il Pacifico Nordoccidentale, regione del Nordamerica che include la zona di subduzione della Cascadia (Immagine NASA, pubblico dominio)

Le cronache giapponesi narrano di uno tsunami che oggi possiamo collegare al terremoto della Cascadia

Negli anni 80 geologi come Brian Atwater iniziarono a trovare prove convincenti di un improvviso abbassamento della costa e di depositi di tsunami lungo le coste degli stati dell’Oregon e di Washington. La scoperta delle cosiddette foreste fantasma (alberi costieri morti a causa dell’inondazione di acqua salata) fornì un forte indizio di un evento catastrofico abbattutosi nell’area intorno a 300 anni fa. La datazione al radiocarbonio di questi alberi e dei sedimenti circostanti suggerì essere avvenuto tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo.

Ricercatori come David Yamaguchi condussero poi analisi dettagliate degli anelli di crescita degli alberi sopravvissuti e di quelli delle foreste fantasma (la scienza chiamata dendrocronologia). Questi studi riuscirono a restringere il momento della morte degli alberi all’inverno tra il 1699 e il 1700, fornendo una datazione molto più precisa dell’evento.

Lo studio fondamentale di Kenji Satake, Kunihiko Shimazaki e colleghi, pubblicato su Nature nel 1996, fu cruciale. Questi ricercatori analizzarono negli antichi registri giapponesi le descrizioni di uno tsunami orfano (senza un terremoto locale che lo avesse generato) avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 gennaio 1700 (ora giapponese). Calcolando il tempo di percorrenza di uno tsunami attraverso il Pacifico, dimostrarono che la sua origine più probabile era un grande terremoto avvenuto nella zona di subduzione della Cascadia intorno alle 21:00 del 26 gennaio 1700 (ora della costa ovest americana).

Arco vulcanico della Cascadia
L’arco vulcanico della Cascadia ospita i più vulcani nordamericani come i monti Saint Helens e Rainier (Immagine NASA, pubblico dominio)

L’arco vulcanico della Cascadia include i più noti vulcani attivi americani come il Monte Saint Helens e il Monte Rainier

Dopo queste scoperte iniziali, numerose altre ricerche in paleosismologia (lo studio dei terremoti passati), geologia marina (analisi dei sedimenti sottomarini chiamati torbiditi), e analisi dei racconti orali delle popolazioni indigene hanno ulteriormente confermato e dettagliato la comprensione di questo evento.

Gli intervalli fra i grandi terremoti tipici della Cascadia sono irregolari: variano da 200 a 1000 anni, con una media di circa 400-600 anni. Questo significa che, sebbene non possiamo prevedere con precisione quando avverrà il prossimo, la storia geologica ci dice che altri megasismi si verificheranno in futuro nella zona della Cascadia.

Lo sviluppo di nuove branche della scienza come la dendrocronologia e l’unione di diverse specializzazioni che variano dalla geologia alla datazione al radiocarbonio per arrivare alla consultazione e all’analisi di cronache storiche e racconti orali mostrano come la sinergia multidisciplinare sia fondamentale per la conoscenza del mondo in cui viviamo.

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