Il Cristo morto di Andrea Mantegna

Capolavoro del Rinascimento italiano, il Cristo morto di Andrea Mantegna fu realizzato dall’artista per la propria devozione e venne rinvenuto nel momento in cui morì.

Noto anche con i titoli di Lamento sul Cristo morto o Cristo morto nel sepolcro e tre dolenti, non esistono documenti certi sulla datazione dell’opera, ma stando alle osservazioni degli esperti viene collocata intorno al 1475-1478. Ad oggi si trova esposta alla Pinacoteca di Brera a Milano.

Storia dell’opera

Molto probabilmente, Mantegna dipinse la tela per sua devozione personale e pare che di essa esistano diverse varianti. Secondo l’ipotesi più accreditata, l’opera esposta alla Pinacoteca di Brera è quella che venne rinvenuta nello studio dell’artista in seguito alla sua morte, avvenuta nel 1506, intesa come il Cristo in scurto.

Nel 1507 il figlio Ludovico la vendette al cardinale Sigismondo Gonzaga. Dal 1531 non vi fu più traccia dell’opera e venne ritrovata solo nel 1627 tra i beni dei signori di Mantova. L’anno successivo, Carlo I d’Inghilterra acquisì il dipinto insieme ad altre opere della collezione dei Gonzaga, poi la tela passò al mercato dell’antiquario e dopo ancora al cardinale Mazarin.

Per oltre cento anni, dell’opera non si seppe più nulla e venne ritrovata sul mercato romano nel 1806 da Giuseppe Bossi, segretario della Pinacoteca di Brera. Bossi convinse il Canova a trattare l’acquisto del Cristo morto, così nel 1824 venne esposto a Brera.

Descrizione di Cristo morto

Il Mantegna realizzò il corpo di Cristo su di una lastra di pietra fredda, coperta da un lenzuolo. Il Cristo è raffigurato inerme e coperto da un telo dal bacino ai piedi, che sono dipinti esposti e con i segni evidenti sulle piante delle ferite dei chiodi.

Andrea Mantegna, Cristo morto, 1470-1474, Pinacoteca di Brera, Milano.

Il capo di Gesù è ritratto poggiato su un cuscino rettangolare, le braccia sono disposte lungo i fianchi e sul dorso delle mani si notano i fori dei chiodi. A destra del cuscino è raffigurato il vaso di unguenti per preparare il corpo alla sepoltura, mentre a sinistra, verso l’alto, l’artista ha collocato i dolenti che vegliano il corpo e piangono.

Molto probabilmente si tratta di Maria, la Maddalena e San Giovanni. Maria con un fazzoletto si asciuga le lacrime, la Maddalena è in ombra e San Giovanni ha le mani giunte.

Stile dell’opera

In questo dipinto l’artista tratta l’iconografia tradizionale del Compianto su Cristo concentrando per la prima volta l’attenzione sui segni e sui simboli della Passione di Gesù. Le ferite di Cristo sono esposte alla vista dei fedeli e il corpo di Gesù è descritto in ogni minimo dettaglio.

A rendere pienamente l’effetto del rigor mortis sono le linee delle forme, i volumi e il colore terreo della pelle. Inoltre, il panneggio del lenzuolo sembra riprodurre un effetto bagnato, dato proprio dal tessuto che a causa dell’acqua crea pieghe pesanti e scolpite sul corpo di Gesù.

L’opera è considerata un capolavoro rinascimentale ed è molto apprezzata per la drammaticità che riproduce con grande effetto.

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