L’influenza della depressione nella percezione visiva

Lapercezione della realtàche ci circonda viene continuamente influenzata dai nostristati mentali, i quali agiscono come un filtro che può trasformare, a volte in maniera imprevedibile,le nostre impressionisu persone e oggetti.

All’Università di Helsinkialcuni ricercatori hanno studiato gli effetti derivati dalladepressionesullapercezione visiva. I risultati ottenuti sottolineano come l’elaborazione delle informazioni visive vengaalteratanei soggetti depressi, seguendo un meccanismo ricollegabile all’elaborazione delle informazioni nellacorteccia cerebrale.

Il metodo utilizzato per indagare la percezione visiva

Nella ricerca in questione,l’elaborazione delle informazioni dei pazienti depressiè stata confrontata con quella di un gruppo formato da pazienti sani utilizzando duetest visivinei quali bisognava confrontare laluminositàe ilcontrastodi pattern semplici.

I pazienti affetti da depressione percepivanol’illusione visivapresentata con i pattern come più marcata, rilevando un contrasto più forte rispetto a quelli a cui non era stata diagnosticata ladepressione, i quali si caratterizzavano per una inibizione del contrasto di circa il20%(rispetto al5%dei pazienti depressi).

Le informazioni ottenute dai ricercatori e i possibili sviluppi

Secondo le previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS),entro il2030la depressione sarà la malattia più diffusa in assoluto.

Attualmente, gli stati depressivi possono essere già considerati tra le condizioni più riscontrate inpazienticon disturbi mentali. Stando alle statistiche, circa il25%degli adulti durante l’arco di vita subisce almeno un episodio di depressione.

Ladepressionepuò essere definita come un disturbo deltono dell’umoreche genera un senso di profonda tristezza e sofferenza emotiva, influendo sulla reattività psicofisica e riducendo la quantità di energia psichica dei soggetti.

Ipensieri negativisperimentati coinvolgono la percezione che si ha di sé stessi e del mondo, portando ad una serie di credenze disfunzionali chenon lasciano trasparire speranzaper la propria vita presente e futura, intaccando anche la percezione degli eventi passati.

Quando parliamo didepressione, facciamo inoltre riferimento ad un disturbo cronico con alto tasso direcidive, ben diverso da quelle normali fluttuazioni dell’umore che appaiono contestuali quando eventi negativi si manifestano durante l’esistenza.

Secondo il team di ricerca che ha portato avanti lo studio, identificare i cambiamenti dellefunzioni cerebralialla base della percezione potrebbe determinare un passo avanti importante per comprendere megliol’insorgenza di questa tipologia di sindromi, permettendo di sviluppareterapiemaggiormente efficaci.

I test di percezionepotrebbero, quindi, diventare uno strumento utile per il supporto nella valutazione dellecuresolitamente seguite dai pazienti. A tal proposito, sarà quindi necessario condurre ulteriori ricerche per approfondire queste alterazioni dell’elaborazione delle informazioni visive da parte dicervelli depressi.

Fonti:

“Reduced visual contrast suppression during major depressive episodes” by Viljami Salmela, PhD; Lumikukka Socada, MD; John Söderholm, MD; Roope Heikkilä, MA; Jari Lahti, PhD; Jesper Ekelund, MD, PhD; Erkki Isometsä, MD, PhD. Journal of Psychiatry and Neuroscience

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