Non servono descrizioni per la pagina più letta dei quotidiani locali, quella che attira gli sguardi e le attenzioni dei lettori più fidelizzati. Stiamo naturalmente parlando della pagina con i necrologi, quelle brevi inserzioni a pagamento che vengono pubblicate per commemorare un defunto.
Spesso vengono pubblicatedalla famiglia del caro estinto, altre volte da amici e conoscenti, ma in ogni caso lo scopo è sempre quello di ricordare con affetto una persona molto amata che è appena venuta a mancare.
I necrologi di Luca Guadagnino e Carlo Antonelli
Sebbene sia costume da tempo immemore pubblicare due righe di suffragio sulla stampa, recentemente i necrologi hanno fatto parlare di sé per via di alcune pubblicazioni piuttosto originali che il regista Luca Guadagnino e il giornalista e critico cinematografico Carlo Antonelli hanno effettuato in concomitanza di illustri decessi.
I due, che sono amici nella vita, hanno iniziato a pubblicare necrologi abbastanza ricercatia partire dal 2020 sulle pagine del Corriere della Sera,in occasione della scomparsa di personaggi celebri, e con i quali non avevano un rapporto personale.
Ad esempio, avevano scritto un ricordo dellaregina Elisabetta II,ma anche di Silvio Berlusconi, di Giorgio Armani o, più recentemente, delle gemelle Kessler.
Per Alice ed Ellen Kessler, hanno pubblicato due necrologi distinti, ciascuno dedicato a una sola sorella, ma con lo stesso testo che recitava come quello spazio fosse l’unico nel quale la defunta fosse per la prima volta sola.
Un nuovo genere letterario?
I necrologi di Guadagnino e Antonelli sono in breve diventati popolari grazie aisocialche ne hanno amplificato la diffusione; sono, inoltre, diventati, in maniera un po’ macabra, un appuntamento molto atteso da chi si aspetta un loro trafiletto, quando muore qualcuno di importante.
Per questo, c’è qualcuno che parla di un nuovo genere letterario, vuoi per l’affetto e per lo spirito che i due usano per ogni necrologio, vuoi per il prodotto letterario che riescono ogni volta a comporre per attirare l’attenzione di un pubblico scelto, come quello del Corriere della Sera.
Chi sostiene che Luca Guadagnino e Carlo Antonelli stiano contribuendo alla diffusione di unnuovo genere letterarioprova la propria ipotesi con la notizia che periodicamente ritorna: starebbe per essere pubblicato un libro ad hoc.
Staremo a vedere; nel frattempo, tuttavia, ognuno di noi avrà modo di valutare e riflettere, in base alle proprie idee, valori e convinzioni, se e in che misura questa forma letteraria sia un interessante nuovo genere letterario il cui sviluppo sia auspicabile. O se, invece, sarebbe meglio che morisse sul nascere, giochi di parole a parte,
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