Jane Austen: chi non ha mai sentito parlare della scrittrice inglese che, forse, meglio di chiunque altro ci ha descritto i modi, gli usi e i costumi dei salotti della buona borghesia e nobiltà inglese? Immagino siano molto pochi perché le sue opere si sono distinte nel tempo non solo per il ritratto di quell’epoca, ma anche per la pungente ironia con cui quest’ultima è stata criticato.
“Orgoglio e pregiudizio” è certamente la sua opera più conosciuta, ma non è la sola: fra i libri a nome suo svettano anche “Ragione e sentimento” e “L’abbazia di Northanger”, ben noti al grande pubblico.
Jane Austen non si sposò mai in vita sua, ma ciò non la rese immune dall’essere oggetto di attenzioni e corteggiamenti che una volta sfociarono in una proposta di matrimonio. Proposta che venne accolta e, in meno di 24 ore, declinata.
La proposta di Harris Bigg-Wither
Negli anni di inizio Ottocento, la famiglia di Jane Austen si trasferisce a Bath, ai tempi rinomato centro termale. Qui Jane, che ha circa 25 anni, vive con il padre, il reverendo George, che si è appena ritirato dalla professione di pastore di chiesa locale, con la madre e con la sorella Cassandra.
A Bath vi rimarrà fino al 1805, anno in cui muore il padre di Jane. All’inizio, Jane rimane un po’ spaesata dal trasferimento: fino ad allora aveva vissuto in campagna, a Steventon, mentre a Bath i ritmi sono molto più frenetici.
Nel 1802, quando Jane ha 27 anni, Harris Bigg-Wither le propone di sposarlo. Harris è un giovane rampollo di una famiglia ricca e ha 21 anni, sei meno di Jane. Chissà che tempesta di pensieri nella testa di Jane Austen, che molto ha scritto di matrimoni e amori, ma soprattutto di matrimoni e calcoli di interesse, pensiamo anche solo alle riflessioni di Mrs Bennet in “Orgoglio e pregiudizio”!
D’impulso accetta, probabilmente perché la proposta di Harris Bigg-Wither le permette di porre fine alla sua condizione di “zitella” alla soglia dei trent’anni: una situazione che in termini di libertà personale ed economica forse iniziava a starle stretta.
La rinuncia di Jane
Tuttavia, dopo aver accettato la proposta, il giorno successivo comunica di aver cambiato idea. Lo scandalo travolge Jane e sua sorella Cassandra che sono costrette a lasciare Bath per Stevenson.
Tornando, dunque, nel loro paese di origine, dove il loro fratello James ha preso le redini della chiesa locale in qualità di pastore e qui rimangono per un po’ di tempo, fino a che l’eco dello scandalo del matrimonio rifiutato si assopisce.
Una vicenda che sembrerebbe essere uscita dalle pagine di qualche romanzo di Jane Austen e che invece la vede come protagonista. Chissà come avrebbe commentato una simile vicenda, se ne fosse stata l’autrice
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