Il giovane Telemaco, così diverso dal padre Odisseo

telemaco

Duelli all’ultimo sangue, stratagemmi ed eroi senza paura sono solo alcune delle prime associazioni che ci vengono in mente quando parliamo di poemi senza tempo, come l’Iliade o l’Odissea.Achille ed Ettore, Odisseo e Diomede, ma anche Patroclo o Agamennone i primi personaggi.

Pensare immediatamente al giovane Telemaco è cosa più rara. Magari dobbiamo soffermarci un attimo prima di ricordare che era il giovane figlio dell’astuto Ulisse e che, insieme alla madre Penelope, attende pazientemente perquasi venti anni, il ritorno del padre dalla guerra più famosa dell’antichità, quella di Troia.

Un’infanzia senza padre

Odisseo è lafurbiziafatta uomo, tanto che, pur di non partire per Troia, si era finto pazzo, anche di fronte ai soldati achei che erano venuti a prenderlo nella sua Itaca. Questi ultimi, conoscendo Odisseo, lo misero alla prova, utilizzando proprio il piccolo Telemaco.

Il bambino, strappato da un soldato dalle braccia della madre, stava per essere ucciso quando Odisseo, per salvarlo, dovette tradirsi e confessare che la sua pazzia era solo una messinscena. Come sappiamo, Odisseo deve unirsi alle truppe achee e partire per Troia.

Da allora, Telemaco trascorre l’infanzia e l’adolescenza senza la figura paterna e, anzi, deve convivere, con la madre, con l’oltraggio e l’affronto deiProciche invadono la loro residenza e ambiscono a ricoprire il ruolo che era di Odisseo.

Nell’Odissea, il poema omerico dedicato al ritorno in patria di Ulisse, Telemaco è ormai un giovane uomo di circa venti anni, ma poco importa l’età precisa essendo ben più importante rilevare che Telemaco è arrivato in una fase della vita in cuidovrebbe prendere in mano il proprio destino.

La forza di Telemaco

È proprio l’incontro con la dea Atena a spronare Telemaco a crescere e a imporsi contro i Proci: scosso dalle parole della dea, il ragazzo, infatti,convoca l’assembleae chiede ai Proci che gli venga fornita un’imbarcazione per mettersi in viaggio, alla ricerca del padre.

Seppure animato dai più forti propositi, Telemaco incasserà una cocente delusione: i Proci lo deridono e sbeffeggiano, e la nave viene fornita da Atena. Proprio a questo viaggio, l’Odissea dedica 4 canti, la Telemachia, che rappresentano una sorta di viaggio di formazione del giovane itacese.

Il viaggio non comporterà la transizione di Telemaco al mondo adulto e di forza che ci si aspettava nel mondo greco: Telemaco torna a Itaca, ricco di esperienze, ma non della forza che occorre per porre fine al dominio dei Proci.

I Proci continueranno a occupare l’isola e sarà solo il ritorno di Ulisse a cambiare scenario: l’eroe, assistito da Telemaco, caccia i pretendenti al trono e riportal’ordinenel suo regno. Telemaco, in sostanza, non è mai riuscito da solo a imporsi con la forza e a far valere i suoi diritti.

Agli occhi della società antica, questa era una carenza molto importante. Per noi contemporanei, che viviamo in tempi dove fortunatamente non vige più la legge del più forte, invece Telemaco ci lascia una lezione preziosa: consapevole delle sue differenze da Odisseo, non interpreta ruoli che non gli appartengono, snaturandosi, ma accetta i suoi limiti e dà tutto sè stesso pur di essere d’aiuto.

LEGGI ANCHE:

E se non fosse stato un cavallo a far soccombere Troia, ma una nave?

Heinrich Schliemann: il ragazzino innamorato dell’Iliade che scoprì Troia

Padri nella letteratura italiana: una breve panoramica

Il viaggio di Enea verso Roma è Patrimonio dell’Unesco