I CV sono sempre più skills focused, parola di head hunter
Milano, 25 marzo 2024 – In unmercato del lavoro sempre più competitivo, in un mondo in cui lo sviluppo tecnologico viaggia sempre più veloce, ilfocus dei curricula vitaesi sta spostando. A spiegarcelo èCarola Adami, fondatrice di Adami & Associati, società internazionale di head hunting specializzata nella selezione di personale qualificato e nello sviluppo di carriera: «ilrecruiting è in continua evoluzione, spinto dalle mutevoli esigenze delle aziende, le quali non possono che trovare un corrispettivo a livello di uffici HR e di agenzie di selezione del personale» anticipa l’head hunter.
Ecco che allora chi si trova a scrivere o adaggiornare il proprio curriculum vitaenel 2024 non dovrebbe seguire unicamente quanto appreso per l’ultima ricerca di lavoro, condotta magari anni prima, quando le esigenze delle aziende e del mercato erano diverse.
Quali sono le principali differenze dunque?
«Le basi per un buon curriculum vitae sono sempre le medesime: si parla quindi di documenti chedevono essere chiari, ben strutturati, completi ma concisi, da aggiornare epersonalizzare per ogni singola candidatura, meglio se realizzati tenendo in considerazione leparole chiave per il ruolo al quale ci si sta candidando» afferma l’esperta, facendo riferimento ai software per la scrematura automatica dei curricula utilizzati da buona parte delle agenzie di selezione.
Per quanto riguarda invece le differenze, si parla per esempio «della particolare enfasi da porre sui traguardi dicarriera, dell’importanza diInclusion & Diversityo ancora, del design minimal».
Il trend più importante da conoscere per realizzare un curriculum vitae di qualità nel 2024 sarebbe però lacentralità delle competenze.
«Le aziende sono sempre più attente nell’analisi delle effettive competenze dei candidati, a livello disoftcome dihard skills. Probabilmente questa maggiore attenzione è figlia del gap delle competenze digitali, e della sempremaggiore difficoltà di individuare talenti con le necessarie skills tecnologiche».
Ecco che allora il curriculum vitae, lungi dal dover essere una lista di esperienze professionali, diventa sempre di più unapresentazione sintetica ma efficace delle proprie competenzee deitraguardi raggiunti, elementi che peraltro possono essere esposti in parallelo, «così da porre in risalto le competenze che il candidato mette sul tavolo durante il processo di selezione» sottolinea Carola Adami, specificando inoltre che «questo approccio permette a chi cerca un nuovo lavoro sia didimostrare il proprio valore, sia di allinearsi con i bisogni dell’azienda».
Ovviamente leskills da mettere in evidenzavariano in base all’effettivo bagaglio dicompetenze tecniche e trasversali del candidato, nonché come conseguenza dei bisogni dell’azienda in cerca di talenti: si spazia dall’efficienza nell’utilizzare gli strumenti per il lavoro da remotoalle competenze organizzative, dalla resistenza allo stress fino alle capacità in campo di cybersecurity.







