Il nome latinoTimorebestiadescrive perfettamente queste spaventose creature dotate digrandi mascelle, lunghe antenne sul capo e pinne lateralie non viene sminuito dalla lunghezza di trenta centimetri, nulla di eccezionale oggi ma che rendeva questi predatorifra le più grandi creature viventinelle acque del loro tempo, il primo periodoCambriano.
Quello denominatoesplosione cambriana fu un evento chiave nellastoria della biologia sulla Terra: per cause che non sono in realtà ancora del tutto chiare, oltremezzo miliardo di anni fasi verificò unproliferareediversificarsidella vita in un periodo di tempo relativamente breve, 30 milioni di anni, con la comparsa della maggior parte dei gruppi di animali conosciuti.
I Timorebestia furono scoperti nel 2017 all’interno di un importantegiacimento fossileinGroenlandia, ilSirius Passet: individuato nel 1984, è un esempio diKonservat-Lagerstätte, ovvero una formazione che include una grande quantità di fossili in grado di fornire tante informazioni sulla vita e l’ambiente dell’epoca,preservati inoltre in condizioni eccezionali.
L’esplosione del Cambriano fu un evento-chiave di tale importanza da essere denominato ancheBig Bang biologico
Non a caso in questo giacimento, datato a518 milioni di anni fa(quindi più antico di 10 milioni di anni rispetto alBurgess Shale, argillite di Burgess, il più noto esempio di Lagerstätte, ubicato fra le Montagne Rocciose canadesi) sono stati identificati diversi esempi di fauna prima sconosciuta, comeOoedigera peeli con la sua forma ovoidale, il più antico vetulicolo finora noto grazie a un singolo esemplare di quattro centimetri, oltre a ulteriori fossili di creature già note come glianomalocaridi.
«La nostra ricerca mostra che questi antichi ecosistemi oceanici erano piuttosto complessi con una catena alimentare che consentiva diversi livelli di predatori. I Timorebestia erano dei giganti del loro tempoprossimi al vertice della catena alimentare. Ciò li rende di importanza equivalente nel periodo Cambriano ad alcuni dei principali carnivori degli oceani moderni, come gli squali e le foche» spiega Jakob Vinther, paleontologo dell’Università di Bristol e coautore dello studio.
Della Timorebestia conosciamo in effettiparenti stretti dal punto di vista biologico, sebbene tanto lontani nel tempo tanto da vivere al giorno d’oggi, ovvero le specie appartenenti al phylum deiChetognati, piccoli esseri a forma difrecciaparte integrante dellozooplancton, ormai dalla parte opposta rispetto al vertice della catena alimentare.
L’eccezionale stato di conservazione dei fossili del Sirius Passet ha permesso ai paleontologi di studiare accuratamente dettagli come lastruttura dei muscoli, del sistema nervoso e dell’apparato digerenteal cui interno, in un esemplare di Timorebestia, si trovanoi resti di un Isoxys, un artropode nuotatore comune nel Cambriano.

Dimensioni di alcune decine di centimetri rendevano dei giganti, nel Cambriano: il Titanokorys con il suo mezzo metro era un colosso
«Possiamo vedere che questi artropodi costituivano una fonte di cibo per molti altri animali. Sono molto comuni nel Sirius Passet e avevano lunghe spine protettive, rivolte sia in avanti che all’indietro. Evidentemente, però, non riuscirono a evitare del tutto questo destino, perché Timorebestia ne sgranocchiò in grandi quantità.» dice Morten Lunde Nielsen, anch’egli paleontologo presso l’Università di Bristol e coautore della ricerca.
Si hanno testimonianze fossili degli Isoxysfra i 521 e i 529 milioni di anni fa, mentre l’origine dei moderni Chetognati risale ad almeno538 milioni di anni fa. Poiché questi vermi freccia e i Timorebestia più antichi erano predatori nuotatori, il team ritiene dominassero gli oceani prima della diffusione degli artropodi e il loro ruolo diapex predatorpotrebbe essere durato10 o 15 milioni di anniprima che altri gruppi di predatori marini li rimpiazzassero.
Timorebestia sta anche fornendo indizi ai paleontologi riguardola nascita dei predatori mandibolati: gli attuali vermi freccia sfruttano dellesetole sulla testaper catturare le prede, mentre i Timorebestia erano dotati dimascelleall’interno della testa. Confrontandoli, i microscopici vermi con mascella di oggi mostrano una struttura orale simile alla Timorebestia, quindi i vermi freccia e i vermi mandibolari probabilmente hannoun antenatocomunevissuto oltre mezzo miliardo di anni fa.
La Timorebestia e anche altri esemplari rinvenuti dal team durante questa spedizione stanno portando alla lucelegami evolutivi tra organismi in apparenza diversima in realtà strettamente correlati, consentendo inoltre ai ricercatori di farsi un’idea più precisa riguardo l’evoluzione dei vermi freccia nel corso di centinaia di milioni di anni.
«I vermi freccia viventi hanno uncentro nervosodistinto sul ventre, chiamatoganglio ventrale. È del tutto unico per questi animali. Lo abbiamo trovato conservato in Timorebestia e in un altro fossile chiamatoAmiskwia. Si è discusso se l’Amiskwia fosse o meno strettamente imparentato con i vermi freccia, come parte del loro lignaggio evolutivo. La conservazione di questi gangli ventrali unici ci dà molta più fiducia in questa ipotesi» commenta Tae Yoon Park paleontologo del Korea Polar Research Institute, anch’egli fra le firme dello studio.
Il team di ricercatori sta continuando lo studio dell’ampia varietà di organismi raccolti durante la spedizione in Groenlandia, confidando di poter ampliare la conoscenza relativa alla nascita e all’evoluzione dei primi ecosistemi animali sulla Terra.
Fonte:A giant stem-group chaetognath,Science Advances(Gennaio 2024)




