La Deposizione del Pontormo

Il Trasporto di Cristo, meglio noto come “Deposizione”, è un’opera dipinta a tempera ad uovo su tavola dal Pontormo (pseudonimo di Jacopo Carucci). L’opera è databile tra il 1526 e il 1528 circa ed è attualmente conservata presso la Cappella Capponi della Chiesa di Santa Felicita a Firenze.

Il dipinto, di dimensioni 313×192 cm, viene considerato dagli storici una delle opere più significative di tutta la pittura manierista, nonché uno dei massimi capolavori dell’arte nel mondo.

Storia e committenza dell’opera

La realizzazione della Deposizione fu affidata a Pontormo nel 1525 da Ludovico Capponi, che aveva appena acquistato la cappella in Santa Felicita per poterla convertire in una cappella funebre per la propria famiglia. La chiesa si trova, infatti, vicino a quello che un tempo era il palazzo nobiliare della famiglia Capponi.

Lo stesso Pontormo, a cui fu commissionata la decorazione dell’intera cappella, realizzò anche due affreschi: un Dio Padre (oggi purtroppo perduto) sulla cupola interna ed una Annunciazione sulla parete ovest. Nei pennacchi della cupoletta dipinse, assieme al Bronzino (suo allievo), i quattro tondi con gli Evangelisti, realizzati ad olio su tavola.

Descrizione e analisi dell’opera

L’episodio raffigurato nell’opera nota come Deposizione del Pontormo è quello del momento in cui il corpo esanime di Gesù Cristo viene deposto dalla croce (non visibile nella scena) e trasportato verso il sepolcro. Per questo motivo, il titolo più corretto dell’opera sarebbe il Trasporto di Cristo. Si potrebbe anche parlare di un Compianto sul Cristo morto, data la presenza di numerosi personaggi dolenti attorno alla figura di Maria vestita di azzurro.

La scena raffigura undici personaggi che sembrano quasi “aggrovigliati” fra loro e che insieme formano una sorta di piramide rovesciata. In primo piano sulla sinistra, si vedono due giovani che trasportano il corpo di Cristo e che procedono verso destra in direzione del centro del dipinto. I due personaggi rivolgono lo sguardo verso lo spettatore che sta all’esterno del dipinto e sembra quasi che non sentano affatto il peso della salma che stanno trasportando. Secondo alcune interpretazioni, i due sarebbero degli angeli raffigurati in punta di piedi, in attesa di spiccare il volo.

Jacopo Carucci (detto “Pontormo”), Deposizione (o Trasporto di Cristo), 1526-1528 circa, Cappella Capponi, Chiesa di Santa Felicita, Firenze.

Altra figura centrale è quella della Vergine Maria, che con il suo manto azzurro occupa gran parte della scena. La sua espressione è evidentemente stravolta dal dolore per la morte del figlio. Il suo gesto con la mano rivolta in avanti verso Gesù mentre indietreggia con il corpo, sembra indicare l’atto prima dello svenimento.

Attorno a Maria vi sono sei figure femminili, mentre sulla destra del dipinto si scorge la figura di Nicodemo, raffigurato con indosso un mantello. La figura potrebbe rappresentare, secondo alcuni studiosi, un autoritratto del Pontormo.

Lo stile manierista

La Deposizione del Pontormo è considerata dagli storici come il manifesto stilistico del Manierismo. L’intera scena si discosta nettamente dal realismo e dall’armonia tipici della pittura rinascimentale e si presenta piuttosto come una rappresentazione visionaria e spettacolare dell’evento, in cui le emozioni dei personaggi sono portate all’estremo.

Lo dimostrano i colori accesi e brillanti, le forme allungate dei personaggi e le loro posizioni contorte ed, infine, l’assenza della prospettiva, che conferisce una certa instabilità alla scena. Tutto ciò contribuisce a creare un’atmosfera irreale e fantastica, tipica dello stile manierista.

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