Alluvione in Emilia-Romagna: «Il turno di domani» racconta la solidarietà con l’AI

Il cortometraggio di Giuseppe Galliano ripercorre l’alluvione del maggio 2023 attraverso una storia di famiglie, lavoro e aiuto reciproco. Realizzato per General Cavi, è disponibile su YouTube.

Quando l’acqua si ritira, l’emergenza continua nelle case, nelle strade e nei luoghi di lavoro. È questo il centro di«Il turno di domani», il racconto audiovisivo che usa l’intelligenza artificiale per ricostruire scene ispirate all’alluvione del maggio 2023 in Emilia-Romagna. Una narrazione che affida a personaggi digitali e a una presenza reale il ricordo della paura, della fatica e della solidarietà tra persone. Di seguito il comunicato, con correzioni formali e aggiornamento del dato sui danni.

«Il turno di domani»: il corto sull’alluvione in Emilia-Romagna

Ravenna, 22 ottobre 2026– È disponibile il videoracconto«Il turno di domani», che ricorda la tragicaalluvione che colpì l’Emilia-Romagna nel maggio 2023.

L’esondazione di oltre venti fiumi e corsi d’acqua, insieme alle frane e agli allagamenti, sconvolse il territorio. Il bilancio fu di17 vittime e 8,5 miliardi di euro di danni certificati all’Unione europea. Migliaia di persone videro la propria vita cambiata nel giro di poche ore.

Dai ricordi di quei giorni nasce il videoracconto realizzato con l’intelligenza artificiale dallo studio diGiuseppe Galliano, visibile suYouTube.

Quando l’acqua inghiotte tutto

Chi ha vissuto un’alluvione lo sa.Prima arriva l’acqua, con la paura che avanza, e poi il silenzio del fango: entra in casa, sporca i muri, inghiotte le foto, i giocattoli e gli oggetti di tutti i giorni, portandosi via i ricordi di una vita.

Il video parte da qui, dal paese diConselice, in provincia di Ravenna, che vede le proprie strade e la piazza sparire sotto l’acqua. Qui vivono i due protagonisti del racconto, una coppia di sposi. Lui è un operaio che, come ogni mattina, si reca alla fabbrica dove lavora, mentre fiumi e canali continuano a crescere, allagando ogni cosa.

Il video ricorda poi leaziende del territorio di Lavezzola, Argenta e Conseliceche unirono le forze per proteggere gli stabilimenti. Secondo la ricostruzione proposta dal racconto, usarono delleidrovoreper svuotare il canale vicino alle fabbriche, convogliando le acque nel fiume Reno, i cui argini ancora resistevano.

Il fango del giorno dopo

Poi c’è la parte che di solito non finisce nei titoli dei giornali. Il giorno dopo. E quello dopo ancora. Quando l’acqua va via, ma rimangono tonnellate di fango da rimuovere.

Ci sono vicini che prendono una pala e vanno aspalare nelle case degli altri. Colleghi che si danno il cambio, perché uno ha la casa allagata e l’altro può coprirgli il turno. Persone che passano ore sugli argini, al freddo e al buio, a controllare l’acqua. E unposto di lavoro da proteggere, perché da quel posto dipende il futuro di tante famiglie.

Nessuno di loro l’ha fatto per essere ricordato.Lo hanno fatto perché andava fatto. È proprio questo che il video vuole raccontare: la fatica silenziosa di chi si rimbocca le maniche, senza chiedere niente.

«Il titolo “Il turno di domani” vuole essere anche una promessa. Perché se oggi ho perso tutto, domani mi alzo lo stesso e ricomincio di nuovo. Magari con qualcuno accanto ad aiutarmi», spiegaGiuseppe Galliano, regista e produttore specializzato in filmati reali e sintetici, che ha scelto questo linguaggio per ricordare la tragedia del 2023.

L’intelligenza artificiale per ricostruire il racconto

Per dare un volto a questa storia, Galliano ha costruito1.724 immagini e generato 784 clip videocon l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

«L’intelligenza artificiale è lo strumento che mi ha permesso di ricostruire le immagini della tragedia», spiega il regista.

«Mi interessava capire se l’AI potesse essere utilizzata per raccontare una storia “buona”, senza che fosse necessariamente la tecnologia a diventare protagonista. E spero che dopo un po’ lo spettatore dimentichi l’AI e si focalizzi sulle persone. Come succede con i cartoni animati: stai vedendo una finzione, ma ti interessi alla storia e ai sentimenti».

Accanto ai due protagonisti digitali, Galliano ha inserito ancheuna persona reale: il responsabile marketing di General Cavi, l’azienda che ha commissionato il video e che, durante l’alluvione, lottò insieme alle altre fabbriche per preservare il proprio stabilimento dall’acqua e dal fango.

General Cavi ha ispirato e sostenuto la realizzazione del progetto per ricordare una storia che ha coinvolto le imprese e le famiglie del territorio.

Una nuova tecnologia per raccontare l’aiuto reciproco

Anche se realizzato con l’AI, il cuore del racconto resta il rapporto tra le persone.

«Abbiamo usato una tecnologia molto nuova per raccontare qualcosa di molto più antico: persone che scelgono di aiutarsi. Come si fa tra vicini di casa», concludeGiuseppe Galliano.

Attivo nella produzione video dal 1996, Galliano è passato dalle riprese tradizionali al 3D, ai set virtuali e all’intelligenza artificiale.

Gli strumenti, inoltre, cambiano rapidamente: durante la produzione, quasi ogni settimana uscivano nuovi modelli di AI capaci di generare immagini sempre migliori.

Dove vedere «Il turno di domani»

Attraverso le scene ricostruite con l’intelligenza artificiale, il progetto vuole restituire qualcosa dell’esperienza di chi ha spalato fango, aiutato un vicino o cercato di salvare la propria casa e il proprio lavoro.

L’intento è permettere anche a chi non c’era di avvicinarsi a quei giorni e di comprendere che cosa significhi vedere la propria vita minacciata dall’acqua.

«Il turno di domani» è disponibile gratuitamente suYouTube a questo link.

Informazioni e contatti

Giuseppe Galliano
Telefono: 0321 613932 – 0321 680319
Sito web:www.giuseppegalliano.it

Approfondimenti

Nota di trasparenza
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato sul progetto «Il turno di domani», preceduto da un’introduzione redazionale e con interventi di revisione formale e verifica dei dati. Il filmato utilizza immagini generate con l’intelligenza artificiale per ricostruire gli eventi narrati.

Fonte:comunicatistampa.net. Immagini fornite dal mittente.

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