Il difficile rapporto fra William Faulkner e Hollywood

William Faulkner

Vivere dei propri romanzi, delle proprie storie e della propria scrittura è il sogno di ogni scrittore. Ieri come oggi, sono in tanti che riescono a coronare il loro desiderio, così come sono altrettanto numerosi quanti non ci riescono.

Non sono in pochi, infatti, gli scrittori che, sia pur molto talentuosi, non riescono a non contrarre debiti o non sono perseguitati davicissitudiniche minano la loro stabilità economica e, quindi, anche personale.
Fra questi ultimi, oggi vogliamo ricordare l’esperienza dello scrittore William Faulkner, autore di numerosi romanzi simbolo dell’America del Novecento, che per sbarcare il lunario decise di farsi incantare dalle sirene della fabbrica dei sogni,Hollywood.

William Faulkner e le difficoltà economiche

William Faulkner è stato uno scrittore di spicco, che ci ha lasciato opere indimenticabili come “Mentre morivo” o “Luce d’agosto”. Nonostante avesse già all’attivo questi romanzi, oggi pietre miliari della letteratura in America e non solo, all’inizio deglianni Trentasi trovò in condizioni economiche piuttosto precarie.

I romanzi, infatti, riscossero immediatamente un forte successo di critica, ma non altrettanto di pubblico e non riuscirono a raggiungere picchi di vendite come i libri diFitzgerald o di Thomas Wolfe.
Nonostante ciò, in quegli anni Faulkner vantava un credito importante nei confronti della casa editriceCape&Smith, che tuttavia fallì e lasciò insoluto il credito nei confronti di Faulkner.

Il passaggio a Hollywood

Da qui, dunque, la necessità per William Faulkner di trovare nuovi mezzi di sostentamento che si concretizzarono, nel 1932, con la proposta della casa cinematograficaMetro Goldwyn Meyerdi un lavoro di sceneggiatura di sei settimane.

Il lavoro da sceneggiatore diventerà poi fisso per lo scrittore americano che, fra gli anni Trenta e Quaranta, arriva a comporre circa cinquanta sceneggiature per Hollywood. Fra queste, impossibile non citare “The Big Sleep”, tratta dal romanzo di Raymond Chandler, per il film girato nel 1946 da Howard Hawks, con Humphrey Bogart e Lauren Bacall.

A Hollywood Faulkner risolve i problemi finanziari, manon trova la felicità. Spesso si lamenta della poca libertà creativa che gli viene accordata e, negli anni Cinquanta, durante alcune interviste rilascia dichiarazioni molto poco entusiaste.

Afferma senza troppi giri di parole che non ama né l’ambiente e nemmeno le persone che ci sono a Hollywood e, per questo, dice di stare male e sentirsi depresso. Parole dure e pesanti che denunciano una situazione conflittuale, nonostante dovrebbe essere, invece, un momento se non di felicità per lo meno di serenità, considerate le difficoltà che la vita aveva presentato al grande scrittore americano.

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