Distese pianeggianti di campi costellati da papaveri di tutti i colori sono immagini suggestive che, ogni primavera, ci arrivano dalle telecronache delle classiche del ciclismo inBelgio. Se vi state chiedendo cosa c’entrino le gesta di gruppi di ciclisti che affrontano pavimenti sconnessi in un articolo di letteratura, vi svelo subito il mistero.
La Gent-Wevelgem…
Fra le varie classiche di ciclismo in programma in Belgio, c’è la corsa che da sempre tutti conoscono con il nome di Gent-Wevelgem: si tratta di una corsa ciclistica introdotta nel 1934 da un giornale,La gazzetta di Anversa,seguendo un’idea molto in voga ai tempi, quella di organizzare una gara di ciclismo con il fine di vendere più copie del giornale.
L’arrivo della corsa fu localizzato nella città di Wevelgem che era sede di un’azienda tessile, all’epoca sponsor della gara; la partenza fu, invece, definita in modo piuttosto pratico in funzione della distanza e delle questioni logistiche connesse all’organizzazione della gara.
… ora In Flanders Fields
Dall’edizione del 2026, la gara è stata ufficialmente rinominataIn Flanders Fields, in onore di una poesia scritta nel corso dellaPrima Guerra Mondiale da John McCrae, un soldato canadese che compose la poesia subito dopo i funerali di un suo luogotenente.
LeFiandre, regione del Belgio dove si corre la classica Gent-Wevelgem – In Flanders Fields, sono state teatro di aspre e dure battaglie della Grande Guerra: si stima che qui morirono circa 600 mila persone.
Fra questi, appunto, il luogotenente, morto nella battaglia di Ypres, che ha ispirato McCrae: l’immagine centrale della poesia sono i papaveri che crescono sulle tombe e proprio questa immagine apre il componimento(Nei campi delle Fiandre soffiano i papaveri/ Tra le croci, fila su fila,…)
In Flanders Fieldsè anche il nome delmuseo, dedicato alla Prima Guerra Mondiale, che si trova nella città di Ypres: una curata esposizione che contribuisce sia a far conoscere alle nuove generazioni che a non far dimenticare la tragedia della Grande Guerra.
Una scelta, quella di rinominare una classica del ciclismo belga con il titolo di una poesia, che sicuramente merita e va apprezzata: un omaggio non solo al valore e alla potenza della poesia in sé, ma anche alsacrificiodelle tantissime persone che qui persero la loro vita in modo drammatico.
Una scelta che si pone controcorrente rispetto a molte analoghe decisioni dettate dal consumismo e che valorizza quei valori che una comunità ritiene di dover conservare e tramandare come essenziali per la propria identità e storia.
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