Quel Maciste di d’Annunzio

Maciste

Non tanto alto e ne

ppure troppo prestante: così, le testimonianze e le fotografie ritraggono Gabriele d’Annunzio, il poeta militare che ha segnato il Novecento italiano. Dunque, qualcuno magari si sta chiedendo se questo titolo è uno scherzo?

No, assolutamente. È un gioco di parole che ci permette di introdurre l’ennesima curiosità sul Vate che, come è noto, ha introdotto nella nostra lingua parlata molte parole che ancora oggi usiamo quotidianamente.

Per esempio, è abbastanza risaputo che sia stato Gabriele d’Annunzio a declinare al femminile l’automobile che, invece, ai tempi aveva genere maschile, così come è noto a molti che sia stato proprio d’Annunzio a dare il nome “La Rinascente” agli omonimi negozi.

Meno famosa è, invece, la “paternità” del Vate sulla parola maciste.

Chi è Maciste?

Al giorno d’oggi, maciste è un sostantivo di uso comune per indicare un uomo molto forzuto. Il termine viene preso in prestito dal Maciste cinematografico, un personaggio robusto che fu protagonista di un kolossal del cinema muto.

“Cabiria”, questo il titolo del film, risale al 1914 e fu diretto da Giovanni Pastrone. Oltre tre ore la durata, scenografie imponenti ed effetti speciali di rilievo per l’epoca caratterizzano la pellicola che narra una storia ricca di avventure, amore e sentimenti.

Lo spessore del personaggio di Maciste non è particolarmente elevato: Maciste è un servo buono, ma che sa essere spietato con chi lo merita. Il suo tratto distintivo è la forza che è capace di sprigionare, se necessario. Come quella che usò per liberare la protagonista Cabiria prima di essere sacrificata.

Gabriele d’Annunzio, autore fra Cabiria e Maciste

In questa cornice, si inserisce Gabriele d’Annunzio che fu chiamato da Pastrone a curare i nomi dei personaggi e i sottotitoli del film (siamo nell’epoca del cinema muto); al Vate bisogna dunque attribuire sia il nome della protagonista, Cabiria, che il celebre Maciste.

Precisiamo che d’Annunzio non ha inventato ex novo la parola Maciste che, invece, è derivata dal greco mákistos che vuol dire “il più forte”.

D’Annunzio, in altre parole, ha preso in prestito e valorizzato una parola già esistente, dandole una popolarità che nessuno si poteva immaginare.

Infatti, da allora Maciste è stato protagonista di numerosi altri film, fra i quali ricordiamo quello con Totò, ed è diventato un termine di uso comune a indicare una persona particolarmente forzuta. Ancora una volta, Gabriele d’Annunzio è riuscito a trovare una parola giusta e metterla al posto giusto. Facile a dirsi, a farsi decisamente meno.

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