Correva l’anno 2017 e il grande pubblico conosceva Donatella Di Pietrantonio grazie al romanzo “L’arminuta”, che si aggiudicò il premio Campiello, il Premio Segafredo Zanetti “Un libro un film”, il Premio Alassio Centolibri e il Premio Napoli.
Il terzo romanzo della scrittrice abruzzese fu un successone come testimoniano i numeri,più di 400.000 copie vendute e tradotto in oltre 30 lingue. Il romanzo ebbe un sequel, “Borgo Sud” che narra della vita della protagonista de “L’arminuta” e di sua sorella Adriana.
La trama de “L’arminuta”
Ambientato negli anni Settanta, il romanzo ha per protagonista una ragazzina di circa tredici anni, nata in una numerosa famiglia di scarse condizioni economiche. In tenerissima età viene affidata a unabenestante coppia di parentiche, non potendo avere figli, si offrono di allevare la bambina con tutto il loro affetto.
Improvvisamente, però, a tredici anni la ragazzina viene restituita alla famiglia di origine: il divario economico fra le due realtà, ilsenso del tradimento, ma anche l’apprensione per le motivazioni di tale gesto sconvolgono la ragazza che fatica ad adattarsi alla nuova situazione.
Fra la freddezza della madre biologica e la difficoltà ad integrarsi nel nuovo contesto familiare, la giovane trova nella sorellina Adriana una spalla su cui contare per affrontare gli ostacoli piccoli e grandi che la vita le sottopone. Fino a che un lutto e una rivelazione inaspettata romperanno il fragile equilibrio che si è riuscita a costruire…
I temi affrontati
Donatella Di Pietrantonio affronta con maestria in questo romanzo svariate tematiche: le precarie condizioni economiche della famiglia biologica della protagonista, i tentacoli dellamalavitache avvolgono il fratello Vincenzo in confronto con la fatica del lavoro onesto che svolge il padre, la sorellanza che nasce spontaneamente con Adriana, l’ostilità del gruppo per lo straniero,…
Su tutti i temi, però, prevale la maternità, nelle sue due facce della medaglia: da una parte c’è la maternità attesa,ricercata, inseguita a ogni costo, verrebbe da dire comprata di Adalgisa, la madre adottiva.
Dall’altra, c’è quella della madre biologica che, travolta dai numerosi figli, cede una figlia a una coppia di parenti.Dura, aspra, rude, la donna è avara di affetto e gesti amorevoli nei confronti dei figli, per via delle condizioni di vita che il destino le ha riservato.
Ciò non toglie che ama ognuno di loro profondamente, a modo suo. Anche l’arminuta (che è il soprannome con cui la protagonista viene identificata e vuol dire ritornata, nel dialetto abruzzese), verso la quale negli ultimi passaggi del romanzo dimostra grande affetto e orgoglio, a dimostrazione che, sebbene la maternità possa manifestarsi in maniera differente per ciascuna donna, conservi nel suo interno tratti comuni e condivisi in ogni madre.
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