Negli ultimi mesi il tofu si è imposto come protagonista delle ricerche online legate all’alimentazione vegetale. Secondo una recente analisi dell’Osservatorio VEGANOK, il celebre alimento a base di soia ha superato nelle ricerche Google altri prodotti molto popolari come il latte d’avena e il tempeh, confermando una crescente attenzione verso le alternative vegetali.
Il dato più interessante riguarda però il modo in cui gli utenti cercano il tofu. Sempre più persone non si limitano a informarsi sulle sue proprietà o su come cucinarlo, ma cercano direttamente dove poterlo gustare, segnale di un cambiamento nelle abitudini alimentari e nell’approccio alla cucina vegetale.
Comunicato integrale
Roma, 10 giugno 2026 – Negli ultimi mesi il tofu ha conquistato il primo posto nelle ricerche italiane legate al mondo dei cibi vegetali. A dirlo è una nuova analisi dell’Osservatorio VEGANOK, il centro studi che monitora trend, consumi e comportamenti digitali del mercato vegan.
Secondo l’elaborazione su Google Trends, Italia, dicembre 2025 – marzo 2026, il termine “tofu” registra un indice medio di interesse pari a 61 su 100, quasi tre volte superiore al secondo termine più cercato, latte d’avena, fermo a 20 su 100, e oltre cinque volte superiore al tempeh, che si attesta a 11 su 100. Il picco si concentra a febbraio 2026, in un periodo tradizionalmente favorevole alla sperimentazione vegetale, anche grazie a iniziative come Veganuary.com e Veganokchange.com, il percorso di 52 settimane di VEGANOK per accompagnare la transizione in modo graduale e informato.
Non solo “come cucinarlo”, ma “dove mangiarlo”
La notizia più interessante non è solo che il tofu sia il più cercato, ma il modo in cui viene cercato.
Tra le query in maggiore crescita spicca infatti “mapo tofu near me” (+1.700%), seguita da “mapo tofu” (+300%). Un segnale chiaro: il tofu sta uscendo dalla nicchia dell’ingrediente “da dispensa” e sta diventando una scelta gastronomica da ristorante, spesso legata alla cucina asiatica.
Il mapo tofu, piatto iconico della tradizione sichuanese, è sempre più presente nei menu contemporanei e può essere proposto anche in versione completamente vegana. Il fatto che gli utenti lo cerchino con “near me” indica che l’interesse non è più solo curiosità, ma una domanda reale di esperienza, localizzata e immediata.
Cresce anche la domanda di informazioni
Accanto all’entusiasmo culinario emerge un altro dato significativo: tra le query in crescita compare anche “tofu controindicazioni”, segnalata da Google Trends come “impennata”.
Per l’Osservatorio VEGANOK è un indicatore positivo, visto che un pubblico più ampio si avvicina al vegetale, ma lo fa con un approccio più maturo, ponendo domande e cercando riferimenti affidabili.
«Questi dati ci dicono qualcosa che il mercato fatica ancora ad ammettere, e cioè che il vegan in Italia cresce anche attraverso la cultura gastronomica e l’esperienza fuori casa», commenta Laura Serpilli, Direttrice dell’Osservatorio VEGANOK. «Gli italiani non cercano il tofu solo perché “fa bene”: lo cercano perché è dentro un piatto desiderabile, autentico, visto online o provato al ristorante. Il successo del mapo tofu mostra che quando un ingrediente vegetale entra in una narrazione culinaria forte, il consumatore lo segue naturalmente, senza bisogno di essere persuaso.»
Secondo Serpilli, l’interesse crescente attorno al tofu racconta un cambiamento di fase, con il vegan che non è più solo un segmento identitario, ma un linguaggio gastronomico mainstream che si diffonde tramite ristorazione, social e nuove abitudini di consumo. Un contesto in cui informazione, trasparenza e riconoscibilità dei prodotti diventano centrali anche per i consumatori non strettamente vegani.
(Fonte dati: elaborazione Osservatorio VEGANOK su dati Google Trends, Italia, dicembre 2025 – marzo 2026)
«Riceviamo e pubblichiamo il comunicato da comunicatistampa.net.»
Fonte:
https://www.comunicatistampa.net/newsletter/ambiente-agricoltura-352/







