Del maggiordomo e della sua leggendaria colpevolezza

Maggiordomo

Preciso e inappuntabile, fedele e devoto, il maggiordomo è una figura professionale che suscitarispetto e stimaper la competenza con cui svolge il suo delicato ruolo in una famiglia benestante con la quale spesso si instaura un rapporto di affetto.

Date queste premesse, l’espediente narrativo che per la prima volta nella storia dei libri gialli gli attribuì il ruolo di colpevole fu uncolpo di scenacosì forte e vivido per i lettori che divenne in brevissimo tempo un modo di dire.

I maggiordomi colpevoli

Pare che l’idea di incolpare il maggiordomo sia venuta per la prima volta a sirArthur Conan Doyle: ne “Il cerimoniale dei Musgrave”, del 1893, il maggiordomo tenta di derubare la famiglia per la quale lavora, ma Sherlock Holmes lo smaschera.

Spesso, nella letteratura di polizieschi, l’effetto sorpresa viene garantito dalla rivelazione che l’assassino, o comunque il colpevole, sia una persona insospettabile per la sua fedeltà e per l’affetto che nutre per la vittima. E chi, dunque, più del maggiordomo riveste meglio questo profilo?

Il primo maggiordomo assassino invece è più recente: si tratta del maggiordomo uscito dalla penna diHerbert Jenkins, personaggio del racconto “The Strange Case of Mr. Challoner”, incluso nella raccolta “Malcom Sage, Detective” (anno 1921).

“L’incubo” di Mary Roberts Rinehart

Il mito del maggiordomo colpevole viene però attribuito al maggiordomo inventato dalla scrittrice inglese Mary Roberts Rinehart: correvano glianni Trenta del secolo scorso, un periodo felice per i libri gialli, e nel romanzo “L’incubo” (The door, titolo originale) il colpevole era appunto il maggiordomo.

Il libro fu un successo, furono vendute molte copie e il maggiordomo di Rinehart costituì un punto di non ritorno per i libri gialli tanto che l’espressione “the butler did it” (cioè è stato il maggiordomo)divenne un modo di dire, sebbene non compaia nel testo.

Per questo, fu anche piuttosto automatico per gli scrittori scartare il finale in cui il maggiordomo fosse colpevole: l’effetto sorpresa non ci sarebbe mai più stato e, anzi, incolpare il maggiordomo era ormai diventato un finale banale.

Ecco, dunque, svelata l’origine di un popolare modo di dire e di una scelta narrativa che facciamo fatica a trovare: se incolpare una persona di fiducia, come una persona di servizio, stupisce, non possiamo dire altrettanto se il colpevole è il maggiordomo.

Se, quindi, state leggendo un romanzo con una famiglia benestante e un delitto, gustatevelo e non puntate subito il dito contro quel gentile signore che sovraintende a tutta la gestione domestica: molto probabilmente rimarrete delusi!

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