La forza dell’avventura nella letteratura

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Curiosando nelle librerie, la sezione dedicata ai più piccoli propone sempre un nutrito numero di titoli del genere di avventura. Alcuni sono i classici dei grandi autori per ragazzi, come Jules Verne o Emilio Salgari, altri sono più recenti, ma nel complesso sono tanti e con le trame più varie.

E, c’è da dire, che non mancano titoli, saghe o intere collane di avventura dedicate anche ai più grandi. Qual è, dunque, il motivo per cui grandi e piccini amano leggere di esplorazioni e viaggi, rischi e pericoli?

Oltre il limite

In età infantile e adolescenziale, è la curiosità la forza motrice che spinge un giovane lettore a cimentarsi in romanzi di avventura. Nella tenera età, si ha voglia di sapere cosa ci sia oltre la realtà fisica che ci circonda, di conoscere il mondo che si estende al di là delle quattro mura domestiche.

Per questo motivo, libri ambientati in paesi esotici, come ad esempio la saga di Sandokan uscita dalla penna di Emilio Salgari, oppure in realtà che non esistono, pensiamo ai romanzi di Jules Verne, fanno presa sui giovanissimi.

Oltre a superare il limite fisico, in quest’età i lettori vogliono superare anche i limiti immateriali costituiti dai divieti e dalle restrizioni che i genitori impongono. Ecco, quindi, che accanto all’avventura e alla scoperta hanno successo storie che vedono i protagonisti trasgredire al mondo degli adulti e alle regole imposte.

Per gli adulti, il mondo fuori dalla porta non rappresenta più qualcosa di ignoto da scoprire, ma il fascino dell’avventura rimane, in un’accezione più psicologica: l’avventura viene identificata in tutte quelle situazioni che rompono con la routine o con la comfort zone.

Avventura, quindi, in senso lato che riesce a intrappolare nelle sue trame più diverse lettori adulti, magari anche più pretenziosi rispetto al prodotto proposto.

Lo spirito di avventura insito nell’uomo

Scoprire, andare oltre i limiti del mondo a noi noto è, del resto, un’esigenza che l’uomo porta con sé dalla notte dei tempi e, non ci sono dubbi, che sia stata proprio questa curiosità, unita alla capacità di adattamento, a permettere all’uomo di sopravvivere in un ambiente ostile e di non estinguersi.

Tuttavia, nella realtà le avventure rimangono spesso nel mondo delle idee: se gli scrittori, in prevalenza, immaginano le loro avventure e non le vivono in prima persona, nemmeno i lettori vivono di quei pericoli che vengono descritti fra le pagine, ma tratteggiano nella loro mente le avventure.

Ed è proprio questa forza dell’immaginazione e dell’avventura insieme che unisce tanto gli scrittori quanto i lettori e rende unici i romanzi di avventura, romanzi le cui vicende sono raramente vissute, ma immaginate nella mente di due entità diverse (scrittore e lettore), e sviluppate in maniera autonoma.

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