Cazzullo, Barbero e i libri su San Francesco

libri su San Francesco

Chi, anche distrattamente, segue le classifiche di vendita dei libri avrà sicuramente notato che, fra la saggistica, è stata molto interessante nei mesi scorsi la compresenza di due libri entrambi incentrati sulla figura di San Francesco d’Assisi, scritti da due dei più popolari divulgatori italiani, Aldo Cazzullo e Alessandro Barbero.

La scelta di dedicare dei testi su San Francesco non è casuale: il 4 ottobre 2026 cadrà l’800simo anniversario della morte del Santo compatrono d’Italia e questi mesi che precedono la ricorrenza rappresentano un’occasione ghiotta per l’editoria per vendere quanti più volumi possibili.

Entrambi i volumi sono stati immessi nel mercato il 16 settembre 2025, qualche mese prima di Natale, la festività in occasione della quale le vendite di libri registrano i picchi maggiori. Qualche settimana prima, in altre parole, dell’inizio della corsa agli acquisti natalizi.

San Francesco secondo Aldo Cazzullo

Il giornalista Aldo Cazzullo, vicedirettore del Corriere della Sera e conduttore di “Una giornata particolare” su La7, ha dato un’impronta al suo libro, “Francesco. Il primo italiano”, molto più popolare

Infatti, il tono adottato è più narrativo e coinvolgente, anche se non mancano riflessioni fra la figura del Santo e temi delicati, come la pace, la fame o il suo rapporto con la Chiesa cattolica.

San Francesco secondo Alessandro Barbero

Lo storico Alessandro Barbero ha invece inquadrato la figura di San Francesco all’interno del contesto storico di riferimento: un approccio più scientifico e saggistico che rispetta i canoni di rigore e analisi tipica dello storico.

Stesso tema, ma due approcci completamente differenti: da una parte, dunque, un testo più snello e alla portata di tutti, dall’altro un’analisi storica rigorosa e completa e, di conseguenza, adatta a chi intende cimentarsi in letture più impegnative.

Scelte stilistiche e letterarie che si riflettono anche sul target dei lettori: il libro di Cazzullo è pensato per un pubblico più ampio e meno specializzato, magari anche più maturo, che ben conosce la figura del giornalista sia per il suo lavoro nel mondo della carta stampata che per le sue trasmissioni televisive.

Il libro di Barbero, invece, è destinato a un lettore più impegnato intellettualmente e predisposto ad affrontare tematiche meno popolari, in linea con il pubblico che segue Barbero su internet e che ne apprezza le lezioni.
Naturalmente, la preferenza per l’uno o l’altro testo è soggettiva; ognuno a modo suo rappresenta un interessante modo di approcciarsi alla conoscenza e all’approfondimento di uno dei Santi più importanti della religione cattolica e di uno dei personaggi storici più rilevanti nell’Italia medioevale.

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