Quella volta che Wilbur Smith uccise un leone

Wilbur Smith

Anche solo sfogliando un romanzo di Wilbur Smith, l’Africa sbuca con tutta la sua forza magnetica e il richiamo ancestrale a cui nessuno sa resistere: avventura e paesaggi mozzafiato si delineano davanti ai nostri occhi, mentre le pagine scorrono via veloci.

Wilbur Smith è stato uno scrittore dei record: con più di 50 titoli all’attivo, ha venduto più di 130 milioni di libri in tutto il mondo; in Italia, si stima non meno di 25 milioni. Numeri da capogiro, che esigono una risposta alla domanda, più che legittima, di quale sia il motivo di tanto successo.

Il fattore autobiografico

Il mondo editoriale è sempre stato ricco di titoli legati al mondo dell’avventura, eppure non tutti gli scrittori arrivano a toccare numeri così importanti. È interessante, quindi, capire quale sia stato il motivo per cui Wilbur Smith abbia dapprima saputo conquistare il pubblico e poi sia riuscito a stupirlo per un numero così elevato di romanzi.

Uno dei motivi è sicuramente da individuare nella veridicità delle storie di avventura da lui narrate: Wilbur Smith era nato e cresciuto in Africa; sin dalla più tenera età aveva convissuto con il fascino e il pericolo di questa terra, elementi che sbucano nei romanzi e finiscono per diventare co-protagonisti.

Oltre all’ambientazione realistica e al pathos, Smtih aveva riportato nei libri diversi episodi che lui stesso aveva vissuto in prima persona. Una delle vicende più incredibili è quella che riguarda l’uccisione di un leone.

Quando Wilbur Smith uccise un leone

È, infatti, realmente accaduto che Wilbur Smith uccise un leone. Lui stesso, in diverse interviste, aveva raccontato questo episodio: era poco più che un bambino quando si trovava nella fattoria di proprietà dei genitori e un leone aveva attaccato la struttura.

I genitori di Smith erano lontano e lui, dodicenne, si sentì in dovere di proteggere non solo l’edificio, ma anche il personale che vi collaborava e il bestiame. Fu così che uccise il leone imbracciando il fucile di suo padre.

Smith fu protagonista di altri episodi da brividi: lui stesso ha narrato che una volta fu quasi ucciso da un bufalo; un’altra volta, mentre nuotava nei pressi della barriera corallina fu accerchiato da diversi squali grigi.

Insomma, avventure che non si vivono – fortunatamente – tutti i giorni, esperienze molto forti che indubbiamente hanno lasciato un segno indelebile sulla persona di Smith e hanno influenzato le sue narrazioni. Per questo, ancora oggi i suoi romanzi ci risultano assolutamente autentici e originali, un viaggio nell’Africa più vera.

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