Da un paio di anni a questa parte l’Intelligenza Artificiale e ChatGPT stanno interrogando l’umanità su quanto ci sia di utile e buono in questi strumenti e quanto, invece, sia deprecabile. Come tutte le novità (ricordate quanto sbarcò Google nella nostra vita quotidiana?), anche l’intelligenza artificiale ha diviso le opinioni.
Senza entrare nel merito della questione dell’impatto dell’intelligenza artificiale nella vita di ognuno di noi, è interessante notare che la nuova tecnologia tocca gli ambiti e i settori più vari. Ovviamente, non poteva mancare la letteratura.
Il romanzo di Rie Kudan
Qualche tempo fa, fece rumore la notizia che la giovane scrittrice giapponese Rie Kudan avesse vinto un prestigioso premio letterario, il premio Akutagawa, con un romanzo che, per stessa ammissione dell’autrice, fosse stato coprodotto con il software ChatGPT.
Il romanzo, “Tokyo Sympathy Tower”, si sviluppa attorno alla costruzione di una struttura di detenzione che deve sorgere nel centro della capitale giapponese in un futuro non troppo lontano.
All’interno di un grattacielo di oltre 71 piani, dotato di ogni comfort e lusso, i detenuti, considerati delle “vittime della società”, percorreranno il loro percorso riabilitativo. Un romanzo il cui intreccio ha attirato attenzioni sia per l’originalità che per la provocatorietà, ma anche per l’ammissione dell’autrice di aver usato ChatGPT nella composizione.
L’utilizzo di ChatGPT nella letteratura
L’autrice ha dichiarato di essersi avvalsa del software di intelligenza artificiale solo per la stesura del 5% del romanzo, ammettendo che, grazie all’intelligenza artificiale, ha potuto sfruttare al massimo l’ispirazione.
Inevitabilmente, i commenti che sono seguiti sono stati i più vari: c’è chi ha riconosciuto in Rie Kudan una pioniera di una tecnica compositiva destinata ad affermarsi nel futuro, chi invece ha storciato il naso.
In ogni caso, il caso di Rie Kudan è il primo caso di “outcoming”, cioè di espressa ammissione dell’autore di aver utilizzato l’intelligenza artificiale per scrivere un romanzo. Ovviamente, non è escluso che altri autori abbiano fatto ricorso alla tecnologia per farsi aiutare nella stesura dei propri romanzi e, di certo, non sarà l’ultima a farlo.
Nuove tematiche e questioni sono emerse: l’utilizzo di ChatGPT rende ancora l’opera frutto dell’ingegno umano? Oppure è un’occasione da non perdere per sviluppare storie mai viste e immaginate prima dalla mente umana?
Non è facile rispondere e nemmeno prendere una posizione, ma anche resistere anche dal chiedere al nostro assistente di Intelligenza Artificiale cosa ne pensi in merito.
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