Un volumetto di una manciata di pagine raccoglie una delle storie più belle e commoventi della letteratura per ragazzi e non: “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint Exupery. La storia è nota: il principino, smarritosi, incontra personaggi di vario tipo.
Con ognuno di loro scambia parole e pensieri e, ogni incontro, è l’occasione per riflettere su tematiche di ampissimo respiro, come l’amicizia, la vita e l’amore, rendendo il romanzo un classico non solo della letteratura per ragazzi, ma anche per gli adulti.
La genesi del romanzo
Il romanzo è oggi uno dei più pubblicati al mondo e chissà se lo scrittore si sarebbe mai immaginato un tale successo quando lo compose negli anni Quaranta, periodo durante il quale Saint Exupery, con la moglie Consuelo, viveva tra Long Island e New York.
Pubblicato nel 1943, per la prima volta, in lingua inglese, il romanzo ha suscitato interesse e curiosità anche per le vicende che, nell’anno successivo, avrebbero portato alla misteriosa scomparsa di Saint Exupery.
La scomparsa nel nulla di Antoine de Saint Exupery
Il 31 luglio 1944 Antoine de Saint Exupery era in missione di ricognizione aerea per “La Francia Libera” quando il velivolo precipitò improvvisamente, mentre sorvolava le coste marsigliesi. Per decenni, non riuscirono a trovare alcun frammento del velivolo e nessuna traccia dello scrittore.
Solo nel 2004, cioè 60 anni dopo che l’aereo precipitò, fu ritrovato il relitto, ponendo fine a una delle scomparse più misteriose di sempre. Non in pochi, infatti, trovarono somiglianze nell’incidente con la scomparsa nel nulla del suo principino.
Lo scrittore aviatore
Antoine de Saint Exupery era un aviatore con molta esperienza: aveva volato per l’esercito, per un’azienda di servizi postali coprendo tratte quali Francia – Africa e Argentina Paraguay per molto tempo.
Non vi è dubbio che queste esperienze abbiano influenzato la sua letteratura, così come l’incidente che avvenne nove anni prima della tragedia, quando Saint Exupery era precipitato nel pieno del deserto libico e venne soccorso da una carovana di nomadi.
Della sua esperienza di aviatore è possibile leggerne sia nelle lettere che scrisse che in romanzi, come “Volo di notte” e “Terra degli uomini”. Eppure, pensando ad alcuni aneddoti della vita di Saint Exupery, il volo non è stato il suo primo amore.
Rimasto orfano alla tenerissima età di quattro anni del padre, che era un visconte, Saint Exupery da bambino era folle per i treni. Da piccolo, infatti, era solito trascorrere dei periodi di vacanza in una località termale sulle Alpi.
Qui, ogni mattina, quando aveva sei anni, si recava alla stazione ferroviaria per osservare e imparare dal macchinista segreti sul funzionamento del treno. Un volo, dunque, impressionante quello che dalla passione per le rotaie lo porterà in alto, così in alto da saper toccare i tasti del cuore di milioni di lettori.
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