La diffusione delle lingue indo-europee: nuovi studi fra genetica e linguistica ne individuano l’origine
Le lingue indo-europee ebbero origine presso una popolazione del Caucaso basso Volga, secondo studi basati sulla genetica. Vissuta 6500 anni fa, questa popolazione è antenata sia della cultura Yamnaya, che diffuse le lingue indoeuropee in Europa e Asia, sia degli antichi abitanti dell’Anatolia.
Il secolare enigma linguistico, una sorta di anello mancante, è stato risolto grazie all’analisi del DNA antico che ha evidenziato le connessioni genetiche fra tali popolazioni e le lingue indoeuropee moderne. La supremazia tecnologica della cultura Yamnaya (o Jamna), come l’uso di carri a ruote, ha inoltre probabilmente accelerato la diffusione della lingua. La scoperta rappresenta un punto di svolta nella ricerca sulle origini e la diffusione di una famiglia linguistica che include centinaia di lingue, parlate da quasi la metà della popolazione mondiale.
I nuovi studi sono due: il primo si basa sul DNA antico di 354 individui in siti archeologici della Russia e dell’Europa sudorientale; il secondo su 81 campioni di DNA antichi prelevati in Ucraina e Moldavia. Sono inoltre stati analizzati i dati genetici di circa mille individui accumulati in precedenti ricerche.
Le steppe dell’Anatolia sono il centro delle teorie sulla diffusione delle lingue indo-europee
Linguisti e archeologi da decenni dibattono sull’origine delle lingue indo-europee: il fuoco si è via via concentrato sui primi agricoltori dell’Anatolia e sui nomadi Yamnaya delle steppe eurasiatiche.
Tutto ruotava intorno all’ipotesi della steppa: colloca l’origine delle lingue indo-europee nella steppa euroasiatica, ma mancava un anello di congiunzione a questo pur vitale punto di riferimento.
Gli studi genetici hanno identificato il popolo del Caucaso-Basso Volga (CLV), visse circa 6.500 anni fa tra i monti del Caucaso e il basso Volga, come l’antico gruppo di origine delle lingue indo-europee.
Questo gruppo è considerato l’antenato sia della cultura Yamnaya che dei primi agricoltori anatolici.
Ron Pinhasi, ricercatore dell’Università di Vienna, afferma: “Il gruppo Caucaso-Basso Volga quindi può essere collegato a tutte le popolazioni di lingua indoeuropea. Sono il miglior candidato per la popolazione che parlava proto-indo-europeo.”
Gli Yamnaya furono i discendenti del popolo CLV: ereditata la loro lingua, la diffusero attraverso l’Eurasia grazie alla mobilità, alle pratiche di pastorizia e all’uso di carri con ruote.
Spiega David Anthony, antropologo e co-autore dello studio: “Si sono diffusi dalle steppe a nord del Mar Nero e del Caspio fino alla Mongolia da un lato e fino all’Irlanda dall’altro: 6.000 chilometri!”.
La cultura Yamnaya ha lasciato un’impronta duratura nelle pratiche funerarie, seppellendo i morti in grandi tumuli di terra chiamati kurgan.
Analisi genomica e studi linguistici rivelano i diversi legami fra le popolazioni e le lingue indo-europee
Anche il genoma degli Anatolici dell’età del bronzo deriva dal popolo CLV. Finora la mancanza di tracce di ascendenza della steppa tra gli Ittiti aveva confuso i ricercatori. Ma il nuovo studio dimostra che gli Ittiti probabilmente hanno ereditato la loro lingua dal popolo CLV.
David Reich, genetista di Harvard e fra i pionieri degli studi sul DNA antico, afferma: “Sappiamo dalle tavolette cuneiformi che persone come gli Ittiti parlavano anatolico, ma queste persone non avevano ascendenza Yamnaya. Quindi abbiamo ipotizzato che una popolazione più antica fosse la fonte ultima delle lingue indoeuropee”.
La migrazione verso occidente del popolo CLV verso ovest e le conseguenti interazioni con le popolazioni locali ha portato alla formazione della cultura Yamnaya. I risultati dello studio suggeriscono che l’integrazione della lingua proto-indo-anatolica, condivisa sia dagli Anatolici che dagli indoeuropei, raggiunse il suo apice tra le comunità CLV tra il 4.400 a.C. e il 4.000 a.C.
Gli Yamnaya diffusero a loro volta queste lingue attraverso conquiste e scambi.
Alcuni dissensi
Nonostante la scoperta del popolo CLV come probabile anello mancante, alcuni linguisti, come Paul Heggarty, sostengono ancora che i primi parlanti indo-europei fossero i primi agricoltori nella Mezzaluna Fertile.
Mait Metspalu, genetista della popolazione, sostiene che “I geni non ci dicono nulla sulla lingua, punto”.
Tuttavia, l’importanza della cultura Yamnaya nella diffusione di queste lingue non può essere negata.
David Reich sottolinea la complessità delle interazioni e dei movimenti delle popolazioni, affermando: “C’è ogni forma di mescolanze e movimenti da luoghi che questi miti non avevano mai immaginato. E ci insegna che non esiste la purezza”.
La scoperta del popolo CLV rappresenta un passo fondamentale nella comprensione delle origini delle lingue indo-europee. Questi studi, basati su analisi genetiche e archeologiche, non solo hanno identificato un anello mancante ma hanno anche evidenziato la complessità delle migrazioni e delle interazioni tra le popolazioni antiche.
Nonostante alcune controversie, l’importanza della cultura Yamnaya nella diffusione delle lingue rimane innegabile. Questa ricerca segna un nuovo capitolo nella storia delle lingue indo-europee e dimostra come la genetica e l’archeologia possano lavorare insieme per rispondere a domande millenarie.
Fonti: The genetic origin of the Indo-Europeans e A genomic history of the North Pontic Region from the Neolithic to the Bronze Age
Nature (5 febbraio 2025)
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