PLameteorite di Lafayetteconferma che esistevaacqua liquida su Marte 742 milioni di anni fa. La storia “terrestre” di questa roccia è curiosamente ignota, almeno nella parte relativa al suo ritrovamento. Prende infatti il nome dalla cittadina americana presso cui secondo la testimonianza di uno studente intento a pescare sarebbe caduta nel1919.Ma si tratta di un resoconto privo di conferme decisive.
La vicenda assume contorni chiari a partire dal1931, quando ilframmento lungo circa 5 centimetri per un peso di circa 800 grammivenne riscoperto inun cassetto presso la Purdue University. Negli anni 70 uno studio ne rivelò lacomposizione chimica e le somiglianza con il meteorite di Nakhla, da cui prende il nome una classe di meteoriti.
Lenakhlitisono rocce ignee ricche diaugiteoltre all’olivina, formatesi damagma basalticocirca 1,3 miliardi di anni fa. La loro età dicristallizzazione, confrontata con l’analisi dei crateri di diverse regioni su Marte, suggerisce si siano formate sulla grande struttura vulcanica diTharsis, Elysium o Syrtis Major Planum.
Oggetto dell’analisi è un frammento della meteorite di Lafayette conservata presso lo Smithsonian
Già uno studio del 2017 aveva ristretto la loro origine ad almenoquattro diverse eruzioni verificatesi fra 1,4 e 1,3 miliardi di anni fa. Le nakhliti erano inoltreimmerse in acqua liquida circa 620 milioni di anni fae furono scagliate via da Marte circa 10,75 milioni di anni fa dall’impatto di un asteroide, precipitando poi sulla Terra nel corso degli ultimi 10.000 anni.
“Possiamo identificare le meteoriti studiando quali minerali sono presenti in essi e le relazioni tra questi minerali all’interno del meteorite.”, spiega la dottoressa Marissa Tremblay, professoressa associata presso il Dipartimento di Scienze della Terra, Atmosferiche e Planetarie della Purdue University nonché autrice principale del nuovo studio. “Le meteoriti sono spessopiù dense delle rocce terrestri, contengonometalloe sonomagnetiche. Possiamo inoltre cercare elementi come la crosta di fusione che si forma durante l’ingresso nell’atmosfera terrestre.”
“Infine, possiamo usare la chimica delle meteoriti (in particolare la lorocomposizione isotopica di ossigeno) per individuare il corpo planetario da cui provengono o a quale tipo di meteorite appartengano.”

Le missioni Viking fornirono dati preziosi sulla composizione dell’atmosfera di Marte
Negli anni 80 i ricercatori scoprirono chei gas intrappolati all’interno della meteorite Lafayette corrispondevano all’atmosfera marzianaanalizzata dalle sondeVikingdella NASA a partire dal 1976. Gli studi rivelarono inoltre che i suoi minerali avevano interagito con l’acqua liquida durante la formazione. Ma non si sapevaquandosi fossero formati questi minerali, particolare rivelato oggi dallo studio pubblicato sullaGeochemical Perspectives Letters.
“Datare questi minerali può quindi dirciquando c’era acqua liquida sulla superficie di Marteo nelle sue vicinanze nel passato geologico del pianeta.” continua Tremblay. “Abbiamo datato questi minerali nel meteorite marziano Lafayette e abbiamo scoperto che si sono formati742 milioni di anni fa. Non pensiamo che ci fosse abbondante acqua liquida sulla superficie di Marte in quel periodo”.
“Riteniamo piuttosto che l’acqua provenisse dalloscioglimento del ghiaccio appena sotto la superficiechiamatopermafrost, causato dall’attività magmatica che si verifica ancora periodicamente su Marte ai giorni nostri”.
Tremblay e colleghi hanno analizzato le variazioni nelle molecole di argon (datazione argon-argon) perdeterminare l’età più precisa della formazione dei minerali, tenendo inoltre in considerazione variabili quali il riscaldamento subito dalla meteorite durante l’impatto asteroidale 11 milioni di anni fa, gli effetti del lungo viaggio nello spazio e l’attrito con l’atmosfera terrestre: “Siamo stati in grado di dimostrare che nessuna di queste cose ha influenzato l’età dell’alterazione acquosa in Lafayette”.
L’acqua con cui interagirono lenakhliticome la meteorite Lafayette probabilmente derivava dallo scioglimento del permafrost
“La data esatta eracontroversae il nostro lavoro stabilisce ne stabilisce unaprecisaallapresenza dell’acqua. Lo sappiamo perché una volta espulso da Marte il meteorite è stato bombardato daparticelle di raggi cosmicinello spazio che hanno causato laproduzione di alcuni isotopiin Lafayette”.
La conferma della data dell’interazione del meteorite con l’acqua liquida non chiarisce solo la storia passata di Marte. Gli stessi metodi possono funzionare anche su altri meteoriti trovati sulla Terra, o in campioni riportati da missioni su altri pianeti, lune e asteroidi.
“Abbiamo dimostratoun metodo efficace per datare i minerali di alterazione nei meteoriti, che può essere applicato ad altri meteoriti e corpi planetari per capire quando potrebbe essere stata presente acqua liquida”, conclude Tremblay.
Le meteoriti di cui è confermata l’origine marziana sono 392 al 15 novembre 2024 (fonte:The Meteoritical Society), suddivise nei tre sottogruppishergottiti,nakhlitiechassigniti(meteoritiSNC, dall’iniziale di ciascun sottogruppo) in base alle caratteristiche oltre al caso anomalo diALH 84001, roccia divenuta famosa negli anni 90 per la presunta presenza di tracce di antiche forme di vita marziana.
La ricercaDating recent aqueous activity on Marsè stata pubblicata su Geochemical Perspectives Letters (novembre 2024).
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