Il giuramento degli Orazi: manifesto del Neoclassicismo

Il giuramento degli Orazi è un dipinto realizzato nel 1784 dal pittore francese Jacques-Louis David e si trova attualmente conservato presso il Museo del Louvre di Parigi. L’opera può essere considerata come il manifesto dell’arte neoclassica e fin dalla sua prima esposizione al Salon di Parigi nel 1875 riscosse un enorme successo, tanto da essere definita come “il più bel quadro del secolo”.

Il tema dell’opera

Il tema rappresentato nel dipinto Il giuramento degli Orazi è tratto da una leggenda romana tramandataci da Tito Livio ed i soggetti raffigurati si ispirano in maniera esplicita all’Horace di Pierre Corneille, drammaturgo e scrittore francese del XVII secolo, in cui viene narrata la guerra che sotto il regno di Tullio Ostilio aveva portato la città di Roma a scontrarsi con quella di Alba Longa.

Secondo la narrazione, per porre fine ad un ulteriore spargimento di sangue, si decise di affidare l’esito della guerra ad un combattimento armato fra i tre fratelli Orazi, in rappresentanza della città di Roma, e i tre fratelli Curiazi, che rappresentavano invece la città di Alba Longa. Tuttavia, le due città prima del conflitto erano molto legate fra loro ed esistevano anche numerosi intrecci di matrimonio, come quello di Sabina e Camilla che si videro destinate ad avere sul campo di battaglia da un lato il marito e dall’altro il fratello.

La battaglia, che in un momento iniziale sembrò andare a favore dei Curiazi, fu vinta da Orazio, che rimase l’unico sopravvissuto fra tutti i fratelli e che consegnò la vittoria definitiva della guerra a Roma. Camilla, disperata per aver perso il suo futuro sposo, fu accusata dal fratello Orazio di “piangere un nemico di Roma” e venne per questo motivo trafitta ed uccisa dalla sua spada.

Descrizione e analisi

Jacques-Louis David, in linea con lo stile dell’arte neoclassica, non rappresenta il momento drammatico della battaglia, ma quello più solenne in cui tre fratelli romani giurano davanti al loro padre di battersi per riportare la pace a Roma. Questi sono raffigurati mentre si stringono in un forte abbraccio, con il braccio teso dinanzi alle spade e le gambe divaricate e in tensione. L’artista riesce così a cogliere il momento precedente a quella che si rivelerà una tragica battaglia.

Al centro del dipinto troviamo il padre dei tre Orazi nell’atto di sollevare in alto le spade, che divide la scena esattamente in due parti: mentre a sinistra la scena è carica della determinazione espressa dai tre fratelli, pronti a sacrificarsi per la loro città, sulla destra viene rappresentata tutta la disperazione e la tristezza delle donne, tra cui si riconoscono Sabina e Camilla, oramai rassegnate a ciò che sta per accadere.

Lo schema compositivo

Il Giuramento degli Orazi viene impostato da David secondo uno schema prospettico ben preciso: il dipinto è costituito da una serie di diagonali che convergono nel centro esatto dell’opera, ovvero la mano del padre che sorregge le spade. Lo sguardo dello spettatore, ma anche quello dei quattro uomini, è guidato proprio verso questo punto che costituisce il fulcro della scena.

Il gioco di luci ed ombre utilizzato da David, con i colori più accesi in primo piano e lo sfondo lasciato in penombra, accentua la solennità e la tensione del giuramento. Le figure femminili, invece, nettamente in contrasto con quelle maschili, sono caratterizzate da forme più sinuose e da colori più tenui.

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