Scoperti i primi dinosauri irlandesi

Ricercatori dell’Università di Portsmouth e della Queen’s University di Belfast, guidati dal dottor Mike Simms, paleontologo presso il Museo Nazionale dell’Irlanda del Nord, hanno confermato il ritrovamento delle prime ossa di dinosauri sull’isola dell’arcipelago britannico.

Una scoperta eccezionale, per il luogo del ritrovamento

Mentre in particolare il sud della Gran Bretagna è ricco di fossili provenienti da ere comprese fra il Triassico e il Cretaceo (si pensi alla Jurassic Coast, patrimonio UNESCO, che si affaccia sulla Manica), gran parte delle rocce che costituiscono l’Irlanda sono o troppo vecchie o troppo giovani per corrispondere all’età dei dinosauri. Ci sono gli estremi, manca proprio il periodo preistorico “giusto”. Esiste quindi una chiara motivazione scientifica, naturalmente, nonostante il folklore locale attribuisse quest’assenza al patrono San Patrizio, noto uccisore di draghi.

Le due ossa erano state ritrovate negli anni 80 da Roger Byrne, insegnante e collezionista di fossili nel frattempo purtroppo scomparso, lungo le coste della Contea di Antim (Irlanda nordorientale) in località Islandmagee, una penisola, erano state da lui stesso donate insieme a numerosi altri reperti all’Ulster Museum di Belfast.

Il predatore e l’erbivoro

L’analisi della forma e della struttura interna delle due ossa attraverso sofisticate tecniche di imaging tridimensionale hanno rivelato la loro età, circa 200 milioni di anni, e una scoperta inattesa: non appartengono infatti entrambe alla stessa creatura, come si era finora supposto.

Una si presenta densa e robusta, tipica degli erbivori corazzati; l’altra è più sottile e allungata, appartenente a un predatore del gruppo dei teropodi. Comunque si tratta in entrambi i casi di parti delle zampe: il femore di un quadrupede, forse uno scelidosauro nel primo caso e la tibia di un bipede nel secondo, simile a un sarcosauro.

La zona del ritrovamento è ricca di frammenti sottoposti a forte corrosione; probabilmente furono portati dalle correnti sull’antica spiaggia, eravamo nel Giurassico, dove poi affondarono in condizioni adatte alla fossilizzazione.
La scoperta aiuterà a comprendere meglio la fauna dell’epoca: i resti dello scelidosauro per esempio sono per lo più associati proprio a stratificazioni marine, inducendo a pensare il grande erbivori vivesse lungo le coste cibandosi, fra l’altro, di alghe.

Lo studio “First dinosaur remains from Ireland” è apparso l’11 novembre 2020 su Proceedings of the Geologists’ Association.

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