Riflessi e movimenti volontari: i 4 livelli di controllo

A tutti sarà capitato, prima o poi, di scottarsi mentre si cucinava qualcosa, o si teneva in mano qualcosa di caldo.Inevitabilmente, il primo istinto è quello di ritrarre l’arto dallo stimolo doloroso percepito.

Il gesto è istantaneo, e non c’è il tempo di pensare coscientemente “mi sto scottando”;la consapevolezza non sembra necessariaper un allontanamento mirato prima di tutto alla salvaguardia della propria sopravvivenza.

Certo, una lieve scottatura difficilmente ucciderebbe qualcuno. Ma, come ben sappiamo,i riflessi sono uno strumento che l’essere umano possiede da quando le certezze erano poche, e saper scappare da un predatore o da un ambiente ostile diventava di fondamentale importanza per la prosecuzione della specie.

I 4 livelli di controllo

La differenza tra un riflesso, un gesto appreso e un movimento volontario sta tutta nelle differenti funzioni del sistema nervoso centrale, le quali a loro volta dipendono dalla sua struttura.

Sussiste, infatti, la possibilità di evidenziare quattro diversi livelli in cui sono organizzati gerarchicamente i sistemi motori, ognuno dei quali facente capo a una zona diversa.

I livello:può essere collocato a livello delmidollo spinale, ed è responsabile proprio di quelli che vengono definiti riflessi spinali; questi ci consentono di effettuaremovimenti stereotipati e automaticitotalmente dipendenti da uno stimolo esterno.

II livello:dipende da aree quali iltronco dell’encefalo, la formazione reticolare e il cervelletto. Vengono integrate le informazioni provenienti dal basso (I livello) con quelle provenienti dai livelli superiori, al fine di permettere una corretta postura, l’equilibrio e la regolazione del tono muscolare.

III livello:siamo adesso più in alto, a livello della corteccia. Lacorteccia motoria primaria, in particolare, può essere considerata la responsabile delmovimento volontarioe del controllo cosciente dei livelli inferiori.

IV livello:rappresenta il livello più astratto del movimento, che consente la sua pianificazione e la scelta disequenze complesse di movimenti. Fa capo allearee corticali premotorie, situate proprio davanti alla corteccia motoria primaria.

Attraverso questo semplice schema è possibile sintetizzare una serie di circuiti molto complessi, i quali dipendono dauna continua interazione anche con sistemi visivi e somatosensoriali, così come con altre strutture (come gangli della base e cervelletto) che si occupano di monitorare le azioni,producendo feedback in caso sia necessario cambiare rapidamente obiettivo.

In sostanza, mentre movimenti automatici non necessitano del passaggio per i livelli superiori, rispondendo quasi totalmente attraverso il midollo spinale,comportamenti più complessi e motivati dipendono maggiormente dalla corteccia.

Una via di mezzo tra movimento volontario e riflesso

Tra i riflessi e i movimenti volontari, ovviamente, sono presenti delle situazioni che possono essere considerate delle vie di mezzo.

L’apprendimento di un determinato comportamento, come ad esempioattraversare quando il semaforo è verde, viene sicuramente determinato da uno stimolo esterno (similmente ai riflessi), ma allo stesso tempo può essere eseguito o no su base volontaria.

diDaniele Sasso

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