Combattere il cambiamento climatico con le biomasse

Nella lotta ai cambiamenti climatici il fattore più importante è costituito dalla riduzione dei livelli di CO2 nell’atmosfera, sia catturando quella già presente che calando l’emissione derivante per esempio dai motori dei mezzi di trasporto.

Carbon Capture and Storage (CCS), ovvero cattura e stoccaggio del diossido di carbonio

I sistemi di filtraggio durante la produzione di elettricità e nell’industria permettono di catturare fino al 90% della CO2 emessa per poterla in seguito stoccare in trappole geologiche in grado di trattenerla quantomeno per diverse centinaia di anni. Tipicamente le zone adatte a questo scopo sono i giacimenti di idrocarburi (come il petrolio) ormai esauriti e resi permeabili attraverso iniezione forzata di acqua.

La produzione di biomasse permette tuttavia di ottenere etanolo, sostituto del petrolio per la locomozione dei veicoli, e al contempo di estrarre l’ossido di carbonio già presente nell’aria, di fatto purificandola. Questa tecnica combinata è nota come Bio-energy with carbon capture and storage (BECCS).

La coltivazione di biomasse

Una nuova ricerca a lungo termine ha confrontato diversi raccolti per verificarne l’efficienza sotto questo aspetto in diverse condizioni ambientali.

Per la precisione, sono state analizzate sette diverse fonti di biomasse: il panìco verga (la tipica erba alta delle pianure nordamericane), il miscanto (dalla grande capacità di assorbire CO2 e molto efficiente anche come combustibile), i pioppi, gli scarti del mais, praterie riportate al loro stato nativo e combinazioni di erba e vegetazione lasciate crescere spontaneamente in stato di abbandono.

Tutti i raccolti analizzati hanno evidenziato una grande efficacia nel catturare la CO2 dall’atmosfera nonostante notevoli differenze nel suolo e nelle condizioni climatiche variabili cui sono stati sottoposti.

Energia elettrica più pulita

Se paragonata al petrolio, la bio-energia ricavata dall’etanolo è fra il 78 e il 290% migliore nel ridurre le emissioni di ossido di carbonio; i veicoli elettrici la cui energia viene ricavata dalle biomasse risultano in particolare fino al 303% più puliti mentre le tecniche combinate (produzione di biomasse che nello stesso tempo catturano la CO2 dall’atmosfera) rendono i veicoli elettrici a basse prestazioni fra il 329 e il 558% più efficienti.

Percentuali così elevate implicano che si può con queste tecniche produrre energia non solo con minori emissioni di gas serra come la CO2 ma addirittura riducendone la quantità già presente nell’aria.

Sfruttare terreni incolti

Gli studi sono stati compiuti sul campo (letteralmente) presso la Michigan State University (MSU) e la University of Wisconsin e, dato interessante, non sono emerse particolari differenze fra le due colture nonostante il terreno del Wisconsin sia molto più fertile di quello usato in Michigan. Questo tipo di coltura potrebbe quindi essere portato avanti anche in zone di scarso interesse per altre produzioni (per esempio per il consumo alimentare).

I passi successivi di questo studio riguarderanno altri aspetti ambientali ed economici: la produzione ideale di biomasse dovrà infatti escludere l’immissione di fertilizzanti e pesticidi nell’ambiente, puntando a essere ecosostenibile. E naturalmente dovrà essere economicamente attrattivo per gli agricoltori che volessero dedicarsi a questo genere di produzione.

Di Corrado Festa Bianchet

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